sabato 31 luglio 2010
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Cabinet
Mobile francese - nato assai probabilmente sul modello dello stipo rinascimentale italiano - avente la funzione di custodire e conservare gioielli e oggetti preziosi. In origine era un parallelepipedo portatile a due sportelli che, aperti, rivelavano una serie di cassettini sovrapposti inquadranti una cavità , chiusa a sua volta da un'antina. Verso la metà del Cinquecento assunse una tipologia più complessa, configurandosi come un mobile a due corpi sovrapposti: quello superiore con cassettini e scomparti celati da ante o da un piano calatoio e arricchito da intagli, intarsi, dorature, lacche; quello inferiore costituito da un piano con sostegni variamente lavorati, talvolta a forma di cariatidi, oppure da un cassone rettangolare, con cassettini analoghi ai precedenti. Col medesimo vocabolo si indicò in Francia, a parire dal Cinquecento, anche un piccolo ambiente - corrispondente allo studiolo italiano - destinato allo studio e alla conservazione di piccoli oggetti rari.

Cabriole (gamba a)
Termine francese che indica una gamba a "capriolo", perché è la stilizzazione del garretto anteriore del capriolo, usato a motivo ornamentale. E' una linea formata da due curve: la superioreconvessa, l'inferiore concava; si usava nel Settecento per sedie e tavoli.

Cabriolet, en
Poltrona francese tipica degli stili Luigi XV e Luigi XVI. Di struttura leggera, spesso in legno dipinto o laccato, ha schienale concavo a giorno e sedile imbottito. Deriva il nome, probabilmente, da un piccolo calesse dell'epoca.

Caduceo
Verga o bastone attributo del dio Ermete che presenta alle estremità due serpenti intrecciati e due ali spiegate.

Calatoio
Si chiama così il piano ribaltabile di uno scrittoio che, una volta abbassato e fissato con catenelle o mediante tiranti o sostenuto da tiretti, serve quale piano per scrivere. E' presente nelle ribalte e secreteres.

Calce o calce viva o ossido di calce
Prodotto della cottura di pietre calcaree si presenta come sostanza solida biancastra, di aspetto terroso. Trattata con acqua la calce si rigonfia, sviluppa calore e diventa idrossido di calcio o calce spenta. Bagnandola con una quantità d'acqua pari a due volte e mezzo il suo peso si ottiene il grassello, che è il legante per la preparazione della malta. Agitando la calce spenta con acqua in eccesso si ottiene un liquido bianco detto latte di calce, adoperato come base per diversi metodi di pittura a secco. Depurando, essiccando e polverizzando la calce spenta si ottiene il Bianco Sangiovanni. Le calci possono essere distinte in grasse (calce grassa) e magre (calce magra): le prime derivano dalla cottura di calcari quasi puri mentre le seconde provengono da calcari magnesiaci o argillosi (meno puri). Rispetto alle magre le calci grasse risultano più adatte in pittura: si spengono rapidamente, danno un maggior volume di grassello e fanno buona presa.

Calce spenta
Idrossido di calcio (Ca(OH)2 Deriva dalla pietra di calce, calcare saccaroide costituito essenzialmente da calcite con un contenuto di carbonato di calcio (CaCO3) che si aggira sul 95% mentre il rimanente 5% è dato da altri minerali (quarzo, clolite, granati, ecc.). La pietra di calce viene sottoposta ad una specifica cottura, quindi viene "spenta'' mediante irrorazione d'acqua sino a copertura in appositi "bagnaroli''. Entra nell'impasto dell'intonaco come ''legante''.

Calcestruzzo
Impasto di cemento, inerti (sabbia, pietrisco e ciottoli), acqua. Elemento fondamentale del cemento armato costituito appunto da calcestruzzo e ferro.

Calcino
Piombo e stagno ossidati insieme nell'apposito forno per calcinareCalcio Il carbonato di calcio è il fondente più usato negli smalti per medie e alte temperature; è usato anche nel corpo di una argilla, per aumentare il suo coefficiente di dilatazione.

Calcio carbonato o bianco san giovanni
Elemento costituente dei marmi, delle concrezioni calcaree e delle pietre da calce.

Calco
Impronta di un rilievo o di una statua ottenuta calcando una materia duttile (cera, argilla, gesso, resine siliconiche) sopra il modello e ricavandone una matrice che dà la più fedele e meccanica copia (comunemente realizzata in gesso) della scultura originale.

Calcografia
Sistema di stampa nel quale si utilizzano lastre di rame incise in cavo (matrici).

Calefactorium
Ambiente monastico con camino, in comunicazione con il chiostro e con le sale di lavoro, che serviva ai monaci per riscaldarsi e per altre necessità .

Calibratura
Operazione che in genere precede la levigatura di un pannello di legno e che consiste nell'uniformarne lo spessore.

Calibro
Strumento di precisione per la misurazione di spessori e profondità .

Calidarium
Nelle terme romane si indicava con tale termine l'ambiente dove la temperatura, sia dell'acqua che dell'aria, era più elevata.

Calotta
Una delle due parti in cui un piano secante divide una sfera.

Camera di umidificazione
Apparecchio polivalente che permette al restauratore l'umidificazione precisa e controllata di opere d'arte su carta, pitture, disegni a carboncino, pergamene, ecc.

Cammeo
Rilievo di basso spessore realizzato a due colori, basato sulla diversità degli strati di colore della pietra o altro materiale.

Campanile
Costruzione a torre, attigua alla chiesa o facente corpo con essa, destinata a contenere nella sua parte terminale le campane.

Campata
Nelle strutture delle basiliche questo termine indica lo spazio, quadrato o rettangolare, racchiuso tra quattro colonne o pilastri.

Campire
Rivestire con un colore uniforme uno spazio chiaramente delimitato.

Campitura (specchiatura)
Sezione di parete o soffitto corrispondente ad una zona geometricamente definita nel progetto decorativo. Deriva da campire, cioè dare il colore al fondo delle pitture: sta a significare il colore che serve di sfondo o campo, per cui si dice "ben campita" la figura segnata vigorosamente nel posto esatto riservatole nel campo.

Canale di gronda
Tubo a sezione semicircolare, rettangolare o trapezoidale che corre lungo la linea di gronda atto a raccogliere le acque meteoriche.

Canapè
Voce francese che designa, dalla seconda metà del Seicento, un divano, imbottito o incannucciato, con spalliera e braccioli. Ebbe uno straordinario sviluppo soprattutto nel Settecento, non solo in Francia, diventando uno dei pezzi più importanti dell'arredo dei salotti. Le tipologie iniziali, piuttosto semplici, con piedi torniti e schienale diritto, si complicarono via via in strutture più ricercate, dalle linee morbide e avvolgenti, arricchite da stoffe dai disegni elaborati. Le forme più diffuse furono il canapè à confident, caratterizzato dall'accentuata concavità dello schienale, il canapè à corbeille, con schienale e braccioli imbottiti e di forma avvolgente, la causeuse (o marquise) a due posti, il té te à tè te con schienale a S.

Candelabra
Motivo ornamentale costituito da un disegno stilizzato imitante un candelabro, sviluppato in senso verticale e circondato da festoni, nastri, fogliami, cornucopie e trofei disposti specularmente. Di origine antica, fu largamente ripreso, a bassorilievo dagli artisti rinascimentali italiani nelle decorazioni parietali o nelle fronti di sostegno come pilastri, paraste o lesene. Anche i maestri del legno lo adottarono per ornare, spesso a intarsio, le fronti dei mobili, specie nelle fasce angolari.

Candelabro
Il termine candelabro deriva dal sostantivo latino "candelabrum", composto da "candela" e dal suffisso "brum", rappresentante la radice del verbo "phè ro", ossia "portare".Il candelabro è un oggetto in uso fin dal mondo antico dove si presentava con una grande varietà di forme; tuttavia, essendo adibito ad un preciso uso, non ha mai stravolto, nei secoli, la sua struttura. A Creta e a Micene i candelabri erano realizzati in pietra e disponevano di un unico basso piede. Gli Etruschi produssero un gran numero di candelabri, soprattutto dal VII secolo in poi. Il candelabro etrusco era solitamente metallico con un'asse verticale liscia o lavorata, poggiante su piccoli piedi o zampe, e terminante in boccioli, in punte, in statuette che sostenevano piattini. I candelabri ellenistici erano in bronzo ed in marmo. Nel periodo Neo Attico il candelabro di marmo si sviluppò , acquisendo una base piramidale rettangolare tronca, molto lavorata. Anche a Roma furono preferiti i candelabri marmorei ricordanti motivi architettonici quali capitelli e fusti istoriati. Questi candelabri erano adibiti all'illuminazione di edifici sacri e si presentavano quindi, come impianti stabili. Molto tipico era anche il candelabro israelitico con sette braccia; di questo antico candelabro l'esemplare più noto è quello d'oro del Tempio di Salomone, raffigurato nell'Arco di Tito. Nel Medioevo il candelabro era adibito quasi esclusivamente a funzioni sacre e si presentava con due tipologie: la prima riproponeva, semplificandolo, l'aspetto del candelabro bronzeo dell'antichità ed era alloggiato sopra l'altare; la seconda continuava la tradizione dei candelabri marmorei romani. Durante il periodo Gotico, il candelabro acquisì nuove forme, ricalcanti motivi architettonici e caratterizzate dalla sovrapposizione di esili membrature. Nel Cinquecento, con l'avvento del Rinascimento, il candelabro divenne un vero e proprio oggetto d'arte, una scultura abbondantemente decorata.Nel '600 iniziò a svilupparsi il candelabro di uso domestico e quindi come sostegno di piccole candele. Questi candelabri potevano essere appoggiati sopra i mobili o anche attaccati ai muri. Nel Settecento e al candelabro classico se ne affiancarono altri realizzati con materiali particolari, quali vetro o porcellana, e con forme originali destinate a creare effetti decorativi più movimentati. Nel Settecento e nell'Ottocento si diffuse il candelabro a più braccia per sostenere un numero maggiore di candele. Nell'Ottocento ed in particolare nel periodo Neoclassico, questo candelabro si presentava estremamente elegante e ricco, pur nella sua sobrietà . Con l'avvento della corrente elettrica il candelabro perse la sua funzionalità e rimase solo nelle chiese a scopo ornamentale.

Candeliera
Motivo decorativo simile alla candelabra, ma con l'aggiunta di elementi quali mascheroni, sirene e mostri marini.

Cane
Blocchetto di legno duro o, a volte, di metallo, che si inserisce nelle mortase presenti sul banco da falegname e serve d'appoggio per impedire il movimento orizzontale del pezzo in lavorazione. E' detto anche fermo.

Canna fumaria
Condotto di aerazione verticale che funziona per convezione e che ha lo scopo di convogliare i fumi caldi prodotti dal riscaldamento e dalla cottura dei cibi ai camini d'uscita sul tetto.

Cannè
Termine francese, corrispondente all'italiano incannucciato, utilizzato per designare quei mobili - sedie, poltrone, divani - i cui schienali o sedili sono costituiti da canne intrecciate. Per la grazia e la leggerezza che conferisce ai pezzi di arredamento, incontrò un largo favore, soprattutto in Francia, durante il regno di Luigi XV e per tutto il corso del Settecento.

Canone
Propriamente: regola. In architettura, scultura e pittura, si riferisce alle regole che stabiliscono i rapporti di proporzionalità fra le parti.

Canopo
Vaso di terracotta usato per raccogliere le ceneri del defunto; di solito il coperchio ha la forma di testa umana.

Caolino
Il caolino è silicato idrato di alluminio, formato dall'erosione di granito e rocce vulcaniche. Si acquista in farmacia sotto forma di polvere bianca. Il caolino viene usato nella fabbricazione della porcellana fine, ed è un costituente del gesso, degli acquerelli, e di alcune pitture e pigmenti. Può essere mescolato con un adesivo epossidico e biossido di titanio per formare uno stucco utile per la riparazione delle ceramiche.

Capitello
Elemento architettonico che si inserisce tra la colonna e l'arco. nell'architettura classica si trovano quattro tipi di capitello: dorico, ionico, corinzio e - apparso in età romana - composito, che unisce elementi di quello ionico e di quello corinzio. Dal medioevo in poi le forme dei capitelli variano moltissimo, dalle rudimentali forme lobate, alle decorazioni fantastiche di animali e vegetali, figure umane e mostri.

Capitonné
Il termine indica una caratteristica imbottitura di sedie, poltrone, divani e anche testiere di letti, dove la stoffa imbottita è fermata da borchie con l'effetto di essere suddivisa in parti uguali.

Cappella
Piccola chiesa, sia isolata, sia adiacente, sia incorporata in altro edificio sacro o profano. Edicola con altare posta lateralmente nelle navate delle chiese.

Cappello, a
Espressione riferita a un tipo particolare di cimasa, spesso sormontata da una fascia di cornici, posta a coronamento di alcuni mobili inglesi e americani. E' tipica in particolare dei cassettoni a due corpi in stile Queen Anne. I corrispondenti termini inglesi sono bonnet top e hooded.

Capriata
Struttura architettonica costituita da tre travi (anticamente in legno, oggi in ferro o in cemento) disposte a formare un triangolo. La trave orizzontale della base ha la funzione di trattenere i muri ai quali viene ancorata; le travi dei due lati sorreggono il tetto. Al centro del triangolo si trova talvolta una trave verticale che ne congiunge il vertice superiore con il centro della base; essa ha la funzione di assorbire eventuali vibrazioni.

Capriolo, a
Espressione riferita a un tipo di gamba di mobile dall'andamento curvilineo, sporgente nella parte superiore, rientrante in quella inferiore e di nuovo sporgente a livello del piede, che può essere a forma di piccolo zoccolo, a ricciolo, a zampetta o a cilindro. Pur essendo di origine francese (risale agli ultimi anni del regno di Luigi XIV), si diffuse rapidamente in tutta Europa e dominò il campo per gran parte del Settecento. Fu poco utilizzata in epoca neoclassica, più amante della gamba diritta, ma ritornò di moda verso la metà dell'Ottocento.

Carbonatazione
Processo fisico-chimico attraverso il quale l'acqua (H2O), che si libera dall'intonaco nella fase di indurimento ed asciugatura, permette la reazione tra la calce spenta (Ca(OH)2) e l'anidride carbonica dell'aria (CO2) che ricomporrà il carbonato dl calcio (Ca- CO3).

Carbonato di bario
E' usato in combinazione con altri fondenti per ottenere gli smalti mat a bassa temperatura.

Carbonato di calcio (CaCO3)
Calcite che si presenta come calcare saccaroide o pietra calcarea.

Carboncino
Materiale utilizzato per schizzi e disegni preparatori, ottenuto dalla mezza carbonizzazione di bastoncini di legno di fusaggine di piccolo diametro. è composto all'80% da carbonio, al 10% da sostanza volatile, al 5% da cenere e al restante 5% da umidità . è chimicamente stabile e inerte e il suo colore non invecchia ma prende assai debolmente sulle fibre del supporto e tende a scomparire se sfregato. Tra i mezzi più semplici ed antichi, serve soprattutto nel disegno dei cartoni preparatori per affreschi ed opere artigianali. Per estensione il termine indica anche un disegno eseguito a carboncino.

Carbonio tetracloruro o tetraclorometano
Liquido incolore di odore sgradevole, non infiammabile, utilizzato come solvente, antiparassitario ed anche come mezzo antincendio. Insolubile in acqua, miscelabile con etanolo, acetone, ecc.

Carbossimetilcellulosa
In restauro viene utilizzato come addensante, emulsionante, detergente e stabilizzante.

Carcassa
Così viene chiamata la struttura portante di un mobile, escludendo gli elementi aggiunti, come lastronature o impiallacciature, cassetti o modanature.

Cardo
Asse viario principale del castrum orientato da nord a sud.

Cariatide
Statua femminile utilizzata nel mondo greco (VI e V secolo a.C.) come sostegno di architravi, cornici, mensole o analoghe membrature architettoniche; famose sono le cariatidi dell'Eretto di Atene (V secolo a.C.). Con una funzione meramente ornamentale la cariatide venne impiegata in epoca rinascimentale e neoclassica anche in ebanisteria. L'etimologia della parola è incerta: secondo Vitruvio risalirebbe alle donne della Caria, antica regione dell'Asia Minore, costrette dai Greci alla schiavitù . A volte il termine viene impiegato per designare le corrispondenti figure maschili, più propriamente chiamate atlanti o telamoni. Elemento architettonico con funzione di sostegno, o un motivo decorativo a forma di figura femminile che generalmente sorregge una cesta sulla testa, Si applicava come elemento delle fronti, degli smussi dei cassettoni o dei cassoni, in tal caso prendeva il nome di "pendaglio".

Carica
Aggregato. Pigmento bianco inerte, con potere coprente più o meno forte.

Caricatura
La caricatura è un disegno nel quale i tratti fisionomici della figura umana rappresentata sono particolarmente accentuati. Le caricature generalmente sono ritratti interpretati dall'artista in modo da accentuare al massimo i lineamenti e la struttura della persona ritratta. Le caricature più comuni sono disegni realizzati a matita o carboncino ed in genere l'attenzione è concentrata sul volto del soggetto, mentre il corpo viene rappresentato in proporzioni assurde rispetto al volto.

Carie
Alterazione fungina di tipo strutturale a carico dei costituenti chimici delle pareti cellulari che compongono i tessuti legnosi. Le carie determinano sia perdita di massa che di resistenza meccanica. Le carie non vanno confuse con gli attacchi fungini non strutturali, che causano solo variazioni cromatiche dette "azzurramento" o "macchie".

Carpenteria
Con tale termine in architettura si indicano le armature e le opere provvisorie di sostegno, generalmente realizzate in legno, degli edifici o di parte di essi (archi, volte ecc.).

Carta
Fu inventata in Cina nel 105 dopo Cristo. Era allora fabbricata a partire da seta, da corteccia d'albero o da cenci. In Occidente, si utilizzano per molto tempo il lino, la canapa e i cenci. La maggior parte dei pittori le preferiscono la pergamena, di miglior qualità . L'industria cartaria si sviluppa alla fine del XIX secolo: la materia prima è il legno.

Carta abrasiva
Termine di tipo generale usato per designare la carta vetrata, la carta smeriglio, ecc.

Carta giapponese
Carta usata per il restauro pittorico. è fabbricata a partire dalla corteccia del Morus papifera sativa o con dei cenci. Carta a basso contenuto di colla e a forte assorbenza. è una carta forte, a lunghe fibre, chimicamente stabile. Ne esistono di differenti spessori e tonalità di colore.

Carta kraft
Carta gommata utilizzata per il "cartonnage" parziale, la foderatura, l'applicazione di tiranti alla tela. Ne esistono diverse grandezze, solitamente si usa quella di 7 cm.

Carta lucida da ricalco
Carta traslucida che permette di copiare i contorni di un disegno. La tecnica consiste nell'applicare la carta lucida sul disegno da riprodurre, poi nel seguire i contorni che appaiono in trasparenza.

Carta melaminica
E' una carta impregnata di resine melaminiche utilizzata per il rivestimento di pannelli legnosi grezzi. Può avere varie colorazioni o imitare le venature del legno.

Carta melinex
Carta per il fissaggio. è trasparente e siliconata sui due lati, resiste bene al calore, all'umidità , ai grassi ed è antiaderente.

Carta pergamena
Carta che imita la pergamena, fabbricata per immersione in una soluzione d'acido solforico. è usata per i disegni con la punta di metallo.

Carta smeriglio
Definizione impropria frequentemente impiegata per la carta vetrata.

Carta vetrata
Foglio ricoperto da minuscoli frammenti cristallini, naturali o artificiali, che a seconda della loro dimensione rendono il foglio più o meno ruvido. Più alta è la numerazione impressa più fine è la carta e migliore risulta la finitura. Si arriva anche a carte vetrate di numerazione 1800/2000. Da usare per sgrossare, levigare, pulire le superfici. In commercio vi sono vari tipi di carta abrasiva e per utilizzarla adeguatamente bisogna conoscerne le caratteristiche. La carta abrasiva si differenzia, da un tipo all'altro, a seconda della sostanza applicata su di essa, della grossezza dei granuli di tale sostanza abrasiva e del tipo di supporto sul quale la sostanza è applicata. Il supporto può essere in carta ma anche in tela (ed altri materiali flessibili). Su di esso vengono incollati i granuli abrasivi con collanti speciali ad alta tenuta.Il variare della grossolanità della sostanza abrasiva determina la capacità di eseguire finiture più o meno raffinate con asportazione di materiale maggiore o minore.Per distinguere tale caratteristica le carte abrasive sono dotate di una numerazione:più "grossolana" è la sostanza più basso sarà il numero della carta (es. 40, 80, ecc.);più fine è la sostanza abrasiva e più alto risulterà il numero della carta (es. 240, 400, ecc.).Lo "scatto" da un valore all'altro va di 20 in 20.

Cartapesta
Contrazione del termine carta pesta; si ottiene da un miscuglio di carta macerata, colla e gesso e viene usata per produrre oggetti di piccole dimensioni, ma anche sculture a tuttotondo e a bassorilievo.

Carte per restauro
Carta assorbente, carta da spolvero, carta siliconata, ecc.

Cartiglio
Motivo ornamentale in voga soprattutto nel Seicento caratterizzato dalla raffigurazione, scolpita o dipinta, di un rotolo di carta stilizzato generalmente contenente una iscrizione, Viene anche chiamato "cartoccio".

Cartoccio
In gergo ceramico "gattone" decorazione composta da una foglia sinuosa bipartita nascente da un bulbo centrale, che tende a riavvolgersi su se stessa; tale motivo si ispira alle cornici delle miniature gotiche.

Cartongesso
Pannelli costituiti da carta sfibrata e gesso, usati per divisori, per rivestimenti di pareti interne e usi analoghi.

Casa-torre
Nelle città medievali, edificio di proprietà di una famiglia nobile, fortificato e spesso sopraelevato a scopo difensivo.

Caseina lattica
Sostanza proteica derivante dal latte, impiegata come legante sia nella preparazione delle tavole di grandi dimensioni che per dipingere tempera. Nella pittura a tempera sembra prevalentemente utilizzata su supporto murale, mentre in unione con la calce spenta costituisce una delle componenti delle emulsioni oleose sperimentate dai pittori nel corso del '400.

Caselle
Contenitori cilindrici o quadrati in materiale refrattario che erano usati per contenere i pezzi smaltati da cuocere, per proteggerli dal contatto diretto delle fiamme nei forni privi di muffola.

Cassapanca
Mobile assai diffuso in Italia durante il Rinascimento (ma già comparso nel Medievo) costituito da un cassone, che fungeva da sedile e da ripostiglio, e da un dorsale completato successivamente da braccioli. Mentre i primi esemplari si connotavano per l'equilibrio delle proporzioni e la sobrietà della decorazione, nel Cinquecento le forme si fecero più imponenti e i motivi ornamentali - intagliati o scolpiti - sempre più ricchi ed elaborati. A partire dal XVII secolo le sue funzioni vennero meglio assolte dal divano e da altri mobili come il baule o l'armadio, mentre sopravvisse nelle forme originarie come arredo di rappresentanza.

Cassettonato
Soffitto costituito da cassettoni.

Cassettone (soffitto a)
Elemento di decorazione architettonica dei soffitti consistente in riquadri o figure poligonali che sporgono dal piano del soffitto, delimitati da cornici variamente ornate. Tale tipo di decorazione, usato negli edifici di età romana, venne poi ripreso durante il Rinascimento.

Cassettone
Mobile a cassetti dal corpo rettangolare e dai sostegni molto corti. Nacque probabilmente verso la fine del XVI secolo come evoluzione del cassone, che negli esemplari più tardi era provvisto talvolta di uno o due cassetti. Equivalente alla commode francese, il cassettone si sviluppò secondo tipologie che seguirono i vari stili, variando le dimensioni generali, l'altezza dei sostegni e i modi decorativi. Passò dalle forme rigide e pesanti seicentesche alle linee più morbide e aggraziate del secolo successivo, che conformò deliziosi cassettoni bombati, impiallicciati con legni preziosi e arricchiti da ornamenti laccati o in bronzo dorato.

Cassone
Mobile basso, di forma parallelepipeda, provvisto di un coperchio fissato a cerniera. Veniva fabbricato spesso in occasione di nozze ed era destinato a contenere o a trasportare abiti, biancheria o altri oggetti d'uso. Data la sua estrema funzionalità , fu tra i pezzi di arredamento più diffusi nell'antichità , soprattutto in età medioevale. Splendidi esemplari intarsiati o dipinti furono realizzati in Toscana nel Quattrocento, anche da artisti come Botticelli e Paolo Uccello. Nel corso del Seicento entrò in crisi parallelamente allo sviluppo di altri mobili come divani, gli stipi, gli armadi e i cassettoni.

Castagno
Legno giallo fulvo, abbastanza duro, ma di buona conservazione e utilizzato per mobili modesti, per pavimenti e persiane.

Castello
Costruzione difensiva tipica del Medioevo, in legno o pietra, costituita in origine da una grande torre centrale (mastio) e di mura perimetrali con torri di avvistamento.

Castrum
Nome latino dell'accampamento militare; molte città romane si sono sviluppate sul tracciato originario di un castrum. La pianta è impostata su assi viari ortogonali (cardo-decumano).Castrum Accampamento militare. Durante le campagne militari i Romani allestivano accampamenti in posizioni opportune e secondo regole precise e codificate, che garantivano la difesa e la mobilità interna ed esterna. Invece ai confini dell'Impero (limes) costruivano accampamenti fortificati permanenti, con edifici e mura di pietra, organizzati all'interno come piccole città . Quasi sempre il castrum stabile richiamava nei dintorni povera gente, che dava così vita ad un villaggio (vicus).

Catacomba
Cimitero e luogo di culto sotterraneo (dal greco, katà kùmbas, "giù nell'avvallamento"), caratteristico dell'arte paleocristiana. Scavato prevalentemente nel tufo, è costituito da ambulacri, loculi e cripte.

Catalizzatore
Sostanza che ha la capacità di modificare la velocità di una reazione chimica.

Catena
Elemento orizzontale inserito tra i fianchi o tra i montanti dei contenitori per sostenere ripiani o cassetti. Catene o traverse sono detti anche gli elementi che raccordano le gambe dei tavoli o delle sedie presso l'estremità inferiore.

Catenaria
Curva di equilibrio formata da un filo omogeneo, flessibile e non estensibile, soggetto soltanto al proprio peso, quando se ne fissino gli estremi.

Catino absidale
è la parte del tetto che copre l'abside, e che assume necessariamente la forma di un quarto di sfera, intero o a spicchi. Il catino absidale è anche detto conca o semicatino.

Cattedra
Con tale nome si indica il seggio su cui siede il vescovo o l'abate nelle funzioni religiose importanti. Nelle chiese paleocristiane la cattedra era di semplice pietra; successivamente essa fu oggetto di varie decorazioni, e venne costruita in materiali diversi (legno, marmo, avorio ecc..). Posta originariamente in fondo all'abside, essa venne successivamente spostata sul lato destro del presbiterio. Dall'esistenza delle cattedre vescovili prendono il nome le cattedrali.

Cattedrale
Chiesa nella quale il vescovo ha la sua sede, e quindi la sua cattedra.

Cauterium
Ternine latino che indicava il braciere di bronzo. Veniva usato per scaldare i muri e sciogliere le cere durante la lavorazione degli encausti.

Causeuse
Piccolo divano imbottito a due posti, elegante per forma e ornamentazione, in voga nei salotti francesi del Settecento. Il nome, derivato dal verbo francese causer (chiacchierare), allude alla sua destinazione: era infatti particolarmente adatto alla conversazione intima.

Cavea
Parte riservata agli spettatori nei teatri e anfiteatri. è costituita da una gradinata addossata ad un pendio naturale o sorretta da costruzioni.

Cavicchio
Nome dato ad un pezzetto di legno arrotondato usato per realizzare o rinforzare i giunti (comunemente è detto "spina"). Piccolo piolo in legno, dalla forma cilindrica e dalla punta arrotondata, infisso in pareti o altre superfici al fine di sostenere indumenti od oggetti vari. Veniva anche inserito, anticamente, negli spessori di congiunzione delle assi di una tavola da dipingere per rinforzarne la saldatura.

Cavillatura
Microfrattura.

Cavillo
Incrinature più o meno evidenti sulla superficie dello smalto o della vernice, dovute al diverso coefficiente di dilatazione del corpo dell'argilla e della coperta.

Celadon
Un tipo di smalto di origine orientale che va dal verde al blu grigio, ottenuto nelle alte temperature , che deriva dalla presenza del ferro nello smalto cotto in riduzione.

Cella
è chiamata così la sala più interna del tempio classico, dove si collocava la statua della divinità ; per estensione piccola camera all'interno dei monasteri.

Cellulosa
Principale polimero strutturale del mondo vegetale. Costituisce la sostanza di sostegno delle pareti cellulari delle piante. Chimicamente è un polisaccaride appartenente alla classe dei carboidrati, il cui monomero è costituito da glucosio. è insolubile in acqua e nella maggior parte dei solventi organici.

Cemento armato
E' comunemente chiamato così quello che in realtà e il calcestruzzo armato: calcestruzzo rinforzato con barre, staffe, gabbie metalliche, reti elettrosaldate. Si usa per la realizzazione di strutture portanti quali pilastri, travi, solai ecc.

Cenere
La cenere del legno, dell'erba e delle foglie è usata in Oriente fin dai tempi lontani nella preparazione degli smalti per alte temperature.

Cenere d'ossa
In Inghilterra è usata come componente per un corpo di porcellana cuocente a temperatura più bassa della porcellana dura, che si chiama bone china.

Cenobio
Comunità di religiosi, monastero.

Cenobita
Chi, nei primi tempi del Cristianesimo, si ritirava a far vita religiosa insieme con altri.

Cenotafio
Monumento sepolcrale onorario che non contiene il corpo del defunto.

Centina
Con tale termine si indica, sia l'armatura in legno sulla quale si appoggia una volta o un arco durante la sua costruzione, sia la fila di pietre che costituiscono la parte curva, portante dell'arco stesso. La centina è un elemento di carpenteria, in legno o altro, di parte dello scheletro di un decoro architettonico, che enuncia la forma dell'aggetto finale.

Centinatura
Costruzione di carpenteria, in legno o altro, di parte dello scheletro di un elemento architettonico aggettante.

Cera
Sostanza organica di natura vegetale (cera di carnauba) e animale (cera d'api) utilizzata sia come legante nell'encausto e nel pastello, che nei processi di finitura, come componente delle vernici. Quest'ultimo impiego risulta largamente documentato nelle fonti, soprattutto in unione a resine, per attenuare la traslucidità delle vernici e accrescerne le proprietà idrorepellenti. La cera d'api emulsionata alla calce costituiva presumibilmente la cera punica utilizzata nell'encausto.

Cera candelilla messicana
Trova utilizzo in tutti i tipi di materiali per la lucidatura. Viene inoltre usata come induritore grazie alle sue capacità di incrementare il punto di fusione di altre miscele di cere.

Cera carnauba
è una cera molto consistente, ottenuta dalla Copenicia cerifera, una palma brasiliana.Viene aggiunta ai lucidanti a cera per renderli più consistenti.

Cera d'api
è la cera prodotta dalle api quando costruiscono il favo. è disponibile sotto forma di cera bianca pura, o in un colore naturale bruno-giallognolo, ed è usata come base di parecchi lucidanti per mobili e pavimenti.Un ottimo lucido per mobili può essere fatto mescolando tre parti di cera d'api e nove parti di trementina pura. Si scioglie la cera (punto di fusione 65 °C) a bagnomaria in un recipiente di latta posto in un pentolino d'acqua, e quindi vi si mescola la trementina. Non si deve mai riscaldare la miscela su fiamma libera, perché la trementina è infiammabile. Si può aggiungere della cera carnauba per dare una finitura più resistente. Per un lucido scuro si usa la cera d'api naturale, oppure, se si desidera una finitura più chiara, la cera d'api raffinata. Si può anche aggiungere della paraffina: è meno costosa, e schiarisce il colore, ma riduce la consistenza del lucido.Si deve utilizzare una quantità sufficiente di trementina in modo che la cera, quando è raffreddata, abbia la consistenza di un impasto duro. Il lucido va conservato in un recipiente di latta a chiusura ermetica e applicato con un panno morbido. Questo lucido è utile anche per dissimulare i vecchi buchi dei tarli, e può essere usato come rivestimento protettivo per alabastro e marmo, bronzo, ferro e acciaio, e cuoio.

Cera derivata da glicole polietilenico
I glicoli polietilenici sono materiali sintetici che hanno le proprietà fisiche della cera,ma sono facilmente solubili in acqua. Sono disponibili in diversi tipi, i più utili sono: Polietilenglicol 4000, resistente, bianco, solido, con un punto di fusione di 54°;Polietilenglicol 1500, una miscela in parti uguali di cera solida e di glicole polietilenico liquido, largamente usato nel trattamento degli oggetti di cuoio; Polietilenglicol 6000, una cera particolarmente resistente.

Cera di gommalacca
Cera particolare ricavata dalla lavorazione della gommalacca.

Cera microcristallina
La cera microcristallina è usata per lucidatura a cera. Serve a rimuovere lo sporco in superficie e a dare una finitura protettiva a una vasta gamma di materiali, come cuoio, metalli vari, marmo e pietra. Per stabilizzare superfici dipinte o verniciate, si usa un composto di cera microcristallina con cera sintetica.

Cera montana
Ottima cera minerale utilizzata in combinazione con altre cere.

Cera persa
Cera persa Una delle più antiche e principali tecniche di fusione in bronzo di una statua precedentemente formata in creta o gesso. Da quest'ultima si ricava, o per calcatura o per colaggio o per modellatura diretta, un prototipo in cera, armato internamente con il loto, una miscela di polvere di terracotta (mattone) e gesso. Con il loto si crea anche un calco esterno. Colando entro questo calco il bronzo fuso, la cera si scioglie lasciando il posto al bronzo stesso. Successivamente, asportata la forma in loto, una volta raffreddato il bronzo, il fonditore, intasati i fori di entrata e uscita, toglie le sbavature e con vari tipi di raspe porta la superficie a pulimento totale. Per l'ultima rifinitura il bronzo viene normalmente patinato con acidi che possono dare colorature diverse.

Cera polietilenglicolica
è un polimero di glicole etilenico che si usa fondamentalmente nel consolidamento del legno saturato d'acqua poiché , a differenza di tutte le altre cere, è solubile in questo elemento. Questa proprietà consente quindi di poter produrre una graduale sostituzione dell'acqua con il glicole etilenico. Si utilizza anche nel restauro del cuoio. Non sono incluse in questa sezione molte altre sostanze: alcune, che pure sono state largamente impiegate come consolidanti per il legno, a causa dei loro risultati negativi; altre, invece, perché hanno avuto un periodo di sperimentazione a tutt'oggi troppo breve.

Cera punica
Cera vergine d'api bollita ripetutamente in acqua di mare. Per solubilizzare la cera si aggiungeva il nitrum, carbonato di sodio addizionato ad altri componenti tra i quali la soda o la potassa. Questo impasto, solubile in acqua, veniva usato per la tecnica dell'encausto.

Cera vergine
Prodotto naturale che opportunamente preparato (disciolto con piccole quantità di cera di Carnauba ed essenza di trementina) è in grado di conferire al mobile una finitura calda e soffusa. L'uso della cera per la lucidatura si perde nei secoli.

Ceramica
Dal greco "ké ramos", argilla. Si designano con questo nome degli oggetti realizzati a base di argilla: vasi, piatti, ma anche statue o piastrelle. Molti pittori si sono interessati alla ceramica, in particolare Picasso, che realizzò delle sculture e numerose terrecotte dipinte. In senso lato, come usato in archeologia, con questo termine si indica qualsiasi oggetto fatto con argilla impastata con acqua, indi modellata e cotta al forno. Numerose sono le specie di ceramiche esistenti, a seconda della temperatura di cottura (terracotta, faenza, maiolica, terraglia cuociono a temperature più basse che non la porcellana o il grè s) ed a seconda del tipo di rivestimento (opaco o smaltato).

Ceramografia
Tecnica pittorica su ceramica.

Cernit
Il Cernit è una pasta per modellare di origine artificiale che si trova in commercio in una vasta gamma di colori. Ha la caratteristica di essere idrorepellente e sensibile al calore quindi molto agevole da lavorare: tenere inimiditi il piano di lavoro e gli utensili impedirà al materiale di attacarsi e di rovinanrsi. La sensibilità alla temperatura (il freddo ne aumenta la consistenza mentre il calore l'ammorbidisce) permette la sua totale manipolazione. A lavorazione ultimata gli oggetti potranno essere sottoposti a cottura nel forno domestico (100-120° C dai 5 ai 30 minuti a seconda delle dimensioni dell'oggetto) per renderli resistenti al tempo e all'umidità . Conservare il Cernit inutilizzato in un foglio di pellicola trasparente.

Certificazione di conformità
Atto mediante il quale una terza parte indipendente dichiara che un determinato prodotto, servizio o restauro è conforme ad una specifica norma o regola tecnica. Si distingue tra "certificazione di prodotto", "certificazione di sistema" e "certificazione delle persone". La certificazione ha maggior o minor valore a seconda dell'attendibilità e dell'accreditamento dell'organismo certificante. La certificazione di un prodotto si basa sul controllo del prodotto e del suo processo produttivo, che devono adeguarsi a norme specifiche, relative a quel tipo di prodotto o servizio: non è applicabile se queste norme non esistono. La certificazione del sistema di qualità di un'azienda viene eseguita rispetto ad una delle norme della serie UNI EN ISO 9000.

Certosina, intarsio alla
Tipo di intarsio costituito da minuti tasselli in legno e in osso, avorio o madreperla tagliati secondo motivi poligonali e commessi tra loro a formare disegni geometrici. Le essenze privilegiate erano l'ebano, il bosso e il tasso, mentre il supporto era generalmente in noce. A partire dalla fine del Trecento, ma soprattutto nel Rinascimento, gli ebanisti dell'Italia settentrionale realizzarono con tale tecnica piccoli scrigni o cassettine e impreziosirono arredi sacri e stalli corali. Questa tecnica fu assai praticata dai frati certosini, dai quali mutuò probabilmente il nome.

Cerussa
Nome antico del bianco di piombo.

Cesellatura
Termine usato nella lavorazione, ad incavo in rilievo, di metalli pregiati.

Chaise à bureau
Entrata nell'arredo francese all'epoca di Luigi XV, è la tipica sedia da scrittoio, dalla forma "a pozzetto". Ha sedile circolare, talvolta girevole, schienale basso e a ferro di cavallo che continua sul davanti formando i braccioli.

Chaise à la reine
Tipo di sedile diffuso nella Francia del Settecento, in particolare nel periodo Luigi XV. E' munito di imbottitura ed è analogo alla chaise en cabriolet, differenziandosene tuttavia per lo schienale piatto anzichè concavo.

Chaise longue
Poltrona dalla spalliera inclinata e dal sedile allungato che consente di appoggiare le gambe in modo confortevole. Affine alla bergè re (vedi), venne largamente utilizzata, nella Francia del Settecento e dei primi decenni del secolo successivo, come "letto da riposo" o "da giorno". Di norma imbottita, la chaise longue poteva essere costituita anche da due o tre pezzi staccabili.

Chamotte
Argilla cotta e macinata in varie granulometrie; è usata come dimagrante negli impasti argillosi per diminuirne il ritiro durante l'essiccazione specie nella foggiatura di pezzi di grande dimensione.

Chantournè
Termine francese che indica una particolare testata da letto, in voga soprattutto sotto Luigi XIV, profilata a volute, a linee concave e convesse, secondo stilemi tipicamente barocchi. Deriva dal verbo chantourner, che significa intagliare secondo un andamento curvilineo.

Chiaroscuro
Passaggio graduale dalla luce all'ombra; in pittura si ottiene variando i colori; in scultura e - su scala assai più vasta - in architettura, alternando i pieni e i vuoti. Tecnica che dà l'illusione del rilievo alle figure e agli oggetti rappresentati su una superficie piana. Consiste nell'eseguire dei passaggi dalla luce all'ombra per modellare le forme. Fra i grandi maestri del chiaroscuro, si possono citare Tiziano, Caravaggio, Rembrandt, De La Tour.

Chiasma o Chiasmo
Collocazione degli elementi in corrispondenza inversa, a forma di "croce di Sant'Andrea": ciò che è in alto a sinistra corrisponde a ciò che è in basso a destra e ciò che è in alto a destra corrisponde a ciò che è in basso a sinistra.

Chiastico
Ciò che assume la disposizione "a chiasma".

Chiave di volta
Concio posto al vertice dell'arco o della volta; chiude, con la sua forma a cuneo, la serie degli altri conci disposti in curva e in taglio ed è quindi elemento indispensabile per scaricare la forza di gravità sui sostegni laterali. è detta anche serraglia.

Chiave
Con tale nome si indica la pietra posta al culmine dell'arco (chiave dell'arco) o di una volta a crociera (chiave di volta). Essa ha la funzione di saldare definitivamente la struttura architettonica e di equilibrarne le spinte contrastanti; da ciò la sua grande importanza.

Chiavi di riscontro
Costruiti col sistema maschio/femmina e in base a diverse esigenze sui calchi in gesso o resina siliconica, consentono la risostruzione di copie da negativi, con la massima rispondenza e precisione.

Chiesa
Edificio consacrato, dedicato all'esercizio pubblico di atti di culto religioso, specie cristiano.

Chiffonnier
Piccolo mobile a cassetti (normalmente da cinque a sette) nato in Francia verso la metà del Settecento e utilizzato dalle signore per riporvi oggetti tipicamente femminili. Poggiava su corti sostegni ed era spesso realizzato in legno pregiato. Col medesimo nome in Inghilterra vennero indicati altri due mobili: il primo, proprio dello stile Chippendale, era piuttosto basso, di struttura rettangolare, con scaffali a vista usati per l'esposizione di porcellane; il secondo, diffusosi durante il Regency, era invece una sorta di bassa e lunga libreria dotata di ripiani mobili schermati talvolta da due sportelli a griglia.

Chiostro
Elemento essenziale in un monastero, è lo spazio dedicato alla ricreazione ed alla meditazione dei monaci. Di forma quadrilatera, è formato da un portico, generalmente appoggiato su di un parapetto, che racchiude un giardino, al cui centro c'è un pozzo. Nell'architettura bernardina il chiostro si trova sempre sul lato destro della chiesa.

Chippendale (stile)
Stile ideato da Thomas Chippendale (1718-1779) che è riuscito a fondere con gusto le caratteristiche del rococò con palesi influenze orientali, evitando però , nella maggioranza dei casi, la pacchianeria dei suoi molti contemporanei.

Chitone
Tunica di lino o lana cucita su un fianco e sulle spalle dove talvolta era fermata con fibule.

Cianoacrilato
Adesivo acrilico comunemente detto "adesivo a presa rapida". E' noto per la caratteristica di fare presa rapidamente mediante una rapida polimerizzazione. L'adesivo, avendo bassa viscosità , non ha potere riempitivo per cui le superfici da incollare devono combaciare perfettamente. Affinché il processo adesivo sia rapido è indispensabile apporre un quantitativo minimo di prodotto.

Cianuro di potassio
Nel restauro, il cianuro di potassio viene impiegato esclusivamente per la pulizia dell'argento molto ossidato, in soluzione in acqua al 5%. Si deve fare molta attenzione nel maneggiarlo, poiché si tratta di un veleno molto pericoloso.

Ciborio
Elemento architettonico di una chiesa costituito da una specie di baldacchino di pietra o marmo variamente decorato, posto al di sopra dell'altare. In età barocca il ciborio ha assunto forme sempre più elaborate, fino a divenire un vero e proprio baldacchino. Contemporaneamente il nome di ciborio è stato dato al tabernacolo nel quale vengono custodite le ostie consacrate.

Cieco
Si dice di un foro o di un canale, che non arriva da una parte all'altra del pezzo, ma si arresta prima; si dice anche di un tenone che va inserito in una mortasa cieca.

Cigno, a collo di
Motivo decorativo curvilineo, dal profilo simile a quello del collo dell'animale, che conforma talvolta i manici degli argenti o alcune parti di pezzi di arredamento. Nelle cimase degli armadi o nelle spalliere delle poltrone tale motivo può assumere la configurazione di due volute a forma di S contrapposte. In alcuni mobili in stile Impero compare l'immagine naturalistica del cigno anzichè la stilizzazione delle sue forme.

Ciliegio
E' un legno medio duro (ciliegio dolce) molto usato in alcune zone d' Italia (Piemonte, Emilia) per costruire mobili in massello, meno usato come impiallacciatura. usato molto dai tornitori per fare le gambe dei tavoli e caratteristico anche dei mobili popolari francesi.

Cimasa
Termine architettonico che indica, in origine, la cornice superiore che assume la funzione decorativa nell'insieme della struttura; da qui cimasa è passato ad indicare la parte cuspidale di un mobile o di una specchiera.

Cinabro
Colore rosso vivo ottenuto a partire da solfuro di mercurio.

Cineseria
Disegni ornamentali su imitazioni di motivi cinesi, realizzati inizialmente, nel Seicento e nel Settecento, per la decorazione in particolare dei cassettoni veneziani. Tali motivi venuti di moda in tutta Europa nella seconda metà del secolo XVII, ispirati ai prodotti cinesi e giapponesi. Vennero impiegati inizialmente soprattutto dalle officine olandesi, e in seguito ebbero largo uso presso tutte le officine europee.

Cinquecento
E' il periodo della massima diffusione in Europa dell'arte italiana, anche se dal punto di vista politico la situazione era sicuramente molto sfavorevole, infatti questo fu un secolo di laceranti contrasti: la Riforma protestante, la conseguente reazione della Controriforma cattolica, la perdita dell'equilibrio politico, l'Italia divenuta ormai campo di battaglia di eserciti stranieri. Nonostante questo Roma fu un'importante centro per la diffusione delle arti e della cultura. Nel quattrocento l'amore per la cultura classica portò alla formazione delle prime collezioni di antichità da parte di famiglie ricche, soprattutto a Firenze, nel cinquecento è a Roma che il collezionismo ha più ampia diffusione. Importanti famiglie cominciarono a collezionare opere dell'arte classica, ma più importanti furono le collezioni d'arte papali, per esempio Giulio II e soprattutto Paolo III Farnese A Roma lavorarono numerosi artisti di un certo rilievo come Raffaello e Michelangelo e i loro allievi che, fuggiti da Roma dopo il sacco avvenuto nel 1527, portarono nelle varie corti italiane le loro conoscenze. La posizione dell'artista inoltre in questo periodo, subì dei grossi combiamenti: dal medioevo l'artista era considerato al pari di un artigiano e quindi si annoverava l'arte tra le arti manuali, adesso invece si cominciò a considerare la pittura, la scultura e l'architettura al pari della letteratura e della poesia ponendole quindi fra le arti liberali.

Cipolla, piede a
Sostegno di forma cilindrica, leggermente compresso ai poli, particolarmente utilizzato a partire dalla fine del XVI secolo per mobili di considerevoli dimensioni come armadi, credenze e cassettoni.

Cipollatura
difetto naturale del legno. Si tratta del distacco di due anelli di crescita contigui, causato dal gelo o da eccessivo calore.

Cipollino
Marmo con striature dal bianco-verde al verde scuro o bluastro, proveniente da Karystos nell'isola di Eubea.

Cirmolo
Come l'Abete essendo dolce, quindi di facile lavorazione, è stato utilizzato nel settecento, per l'ossatura dei famosi mobili laccati (ossia verniciati) veneziani; per esemplari che venivano adornati con sculture, e nelle vallate alpine per la costruzione di mobili. Ha un colore bianco-rossastro e le sue caratteristiche sono i nodi e il profumo.

Classicismo
Ripresa o imitazione dello stile classico sia nel complesso, sia nei particolari.

Classico
Ciò che è stato realizzato in età classica. Propriamente "classico" è il periodo di massima fioritura della cultura greca fra il V e il IV secolo a.C.; per estensione però si chiama classica, oltre a quella greca, anche l'età romana.

Claw-and-ball
Espressione inglese (alla lettera significa "zampa e palla") che indica, nell'arredamento, un tipo di piede a "sfera artigliata", ispirato solitamente alla zampa di un'aquila. Di probabile derivazione orientale, dagli inizi del Settecento sostituì progressivamente il cosidetto pied de biche. Venne ampiamente impiegato in unione con le gambe a capriolo.

Clipeo
Disco metallico che si appendeva nei templi come ex voto e divenne poi motivo ornamentale.

Cloroformio o triclorometano
Liquido volatile, non infiammabile alle temperature ordinarie, il cloroformio non dovrebbe essere usato in spazi ristretti, perché i suoi vapori sono pericolosi. è un solvente utile per la cera d'api, oli, resine e grassi.

Cloruro di metilene
è un liquido volatile, trasparente, incolore,affine al cloroformio, che scioglie gli adesivi epossidici. Emana vapori pericolosi e non si dovrebbe usare in uno spazio ristretto.

Cocciopesto
Amalgama di frammenti fittili (tegole, mattoni, anfore) in un legante di calce, usato per impermeabilizzare pareti e pavimenti. Tecnica costruttiva romana per l'impasto di intonaci, formati da malta e frammenti di terracotta, e caratterizzati dall'impermeabilità della superficie.

Coda di rondine
Incastro in cui una parte del legno ha il bordo tagliato a cunei e l'altra presenza delle sporgenze uguali alle parti intagliate: sporgenze ed intagli si incastrano fra di loro. E ' utilizzata generalmente per la realizzazione dei cassetti.

Coefficiente di sicurezza
Coefficiente riduttivo dei valori medi di caratteristiche meccaniche, da utilizzare per il calcolo delle tensioni ammissibili nell'ambito della progettazione, restauro e verifica di strutture. L'uso di tali coefficienti è stato ormai abbandonato con l'introduzione dei valori caratteristici.

Coefficiente di variazione
Parametro statistico che esprime la dispersione dei valori attorno ad una media, ovvero la maggiore o minore uniformità dei risultati. E' dato dal rapporto, espresso in percentuale, tra lo scarto tipo e la media di una serie di valori riferibili ad una determinatà proprietà .

Coesione
Stato in cui i componenti di una stessa sostanza sono tenuti insieme tramite forze di attrazione primaria e secondaria. Nel campo dell'incollaggio, il termine indica lo stato in cui i componenti dell'adesivo o dell'aderendo) sono tenuti insieme internamente.

Cofano
Tipo di cassone munito di coperchio e spesso di maniglie, attestato fin dai tempi più antichi come contenitore di oggetti di vario genere. Rispetto alla cassa è costruito con materiale di maggior pregio ed è spesso rivestito di cuoio. Un particolare tipo di cassone è il forziere, destinato per la sua struttura massiccia, per la suddivisione interna a scomparti e per le robuste serrature a custodire oggetti di valore.

Coffre de mariage
ll termine francese coffre corrisponde all'italiano cassa, cofano; nell'arredo della casa medievale rivestiva un ruolo fondamentale, servendo non solo da sedile o da baule, ma talvolta anche da giaciglio. In particolare, il coffre de mariage era il cassone destinato a contenere il corredo della sposa. Mentre nei secoli XII e XIII aveva una struttura squadrata e massiccia, con borchie angolari di rinforzo, nei secoli successivi vennero fabbricati esemplari con coperchio ricurvo e ricca decorazione.

Coiffeuse
Piccolo mobile di origine francese, assai in voga nello stile Impero, di uso tipicamente femminile. E' costituito da un piano rettangolare, di norma in marmo bianco, sormontato da uno specchio ovale, circolare o rettangolare fissato a due montanti dotati di viti a perno. I sostegni hanno linee eleganti, a forma di lira o di X.

Colaggio
La modellazione a stampo può rivelarsi molto comoda se si intende riprodurre molte copie di uno stesso manufatto. In questo caso l'oggetto da riprodurre (che potrà essere eseguito con una qualsiasi tecnica) verrà utilizzato come campione. Una volta creato lo stampo in gesso scagliola, la forma può essere riprodotta centinaia di volte semplicemente andando ad aggiungere argilla sullo stampo (mono o bi-valva) che prenderà la forma desiderata. Dopo alcune ore l'argilla si staccherà facilmente dallo stampo e potrà essere ulteriormente rifinita a mano. Indipendentemente dalla tecnica di foggiatura utilizzata, dobbiamo tenere presente che l'oggetto ottenuto dovrà subire un forte shock termico; è pertanto consigliata la modellazione di ogni oggetto in un solo pezzo al fine di garantire maggiore resistenza. In ogni caso la congiunzione delle eventuali parti deve avvenire quando queste hanno una consistenza simile per assicurarsi che il loro accordo sia perfetto.

Colla
Usato come sinonimo di "adesivo", indica la miscela di resina, induritore e cariche (additivi).

Colla a due componenti
Una colla costituita da due componenti componenti vengono mescolati. In genere uno dei due componenti si usa in piccole quantità ed è detto induritore.

Colla albumina
Tipo di colla assai rigida che si scioglie nell'acqua, nella glicerina e nell'alcool.

Colla animale forte (colla da falegname o colla forte o colla caravella)
è di origine organica. Fino a circa 40-60 anni fa era praticamente l'unica colla che veniva usata per gli assemblaggi in legno. Si utilizza tuttora nelle riparazioni di vecchi mobili e nel restauro per mantenerne inalterate le caratteristiche costruttive.Si acquista in perline e si scioglie a bagnomaria mescolandola con acqua (75 g di colla per 100 g d'acqua). Si applica tiepida e fluida, quindi si accostano i pezzi da incollare che devono essere messi in morsa per almeno 8 ore.

Colla caseina
Colla tenece ma rigida, va unita a sostanze atte a conferire elasticità .

Colla da doratori (doratura a missione)
Si usa come adesivo per l'oro in foglia. è una colla piuttosto blanda, specialmente adatta allo scopo, fatta da olio di semi di lino cotto e ocra. è disponibile in due tipi:uno asciuga in due-quattro ore, e l'altro in otto-dodici. Colla alla casesina Si acquista in polvere e si mescola con acqua. Indurisce al di sotto dei 20 °C. è utile per lavori in legno, e moderatamente resistente all'umidità , ma le giunzioni devono essere fissate con morsetto durante il tempo d'essiccamento.

Colla di coniglio o lapin
Detta anche di lapin, si ottiene dalla pelle di animali come gatti, conigli, lepri immergendola in un bagno di acqua di calce. Era conosciuta prima della colla da falegname e, rispetto a questa ha una tenacia inferiore. Viene usata nella doratura.

Colla di farina
La colla di farina è il miglior adesivo per incollare la carta, perché priva di qualsiasi ingrediente che potrebbe nuocerle o macchiarla.Si può prepararla molto facilmente con 115 gr di farina di frumento bianca e 60 cl d'acqua. Si mescola la farina con un poco di acqua, solo il necessario per formare una pasta morbida; si fa bollire il resto dell'acqua e lo si versa nella pasta, rimescolando; infine si fa ispessire la miscela riscaldandola in un pentolino. Al momento di usarla, sarà probabilmente necessario diluirla, aggiungendo ancora un po' d'acqua.L'impasto, tenuto in un posto fresco, si mantiene per vari giorni e, se lo si volesse conservare per almeno una settimana, vi si può mescolare un mezzo cucchiaio da tavola di formalina.

Colla di fiandra
Colla animale meno tenace della colla forte; è però meno rigida.

Colla di pelle
Colla realizzata con gli scarti di pelli animali e pergamena.

Colla di pergamena
Antica ricetta per colla non molto forte.

Colla di pesce
Conosciuta anche come ittocolla; si ricava dalle vesciche natatorie di alcune specie di pesci quali storioni ed affini. Si trova in commercio sotto forma di lastre trasparenti. Viene usata nella doratura.

Colla totani o di colonia
Colla ricavata dai ritagli di pelle.

Colla vegetale
L'ebollizione di farine, amidi, fecole in acqua con l'aggiunta di succo d'aglio costituiscono una colla molto usata nel passato di non grande tenacia.

Collage
Tecnica consistente nell'incollare diversi elementi giustapposti (carta, foto, tessuti, giornali, ecc.) su una tela o un cartone. Il collage è stato praticato per la prima volta dai cubisti, poi l'hanno adottato i surrealisti. Max Ernst fece la sua prima esposizione di collage nel 1922; si distinsero in questa tecnica anche Matisse, Picasso, Braque.

Collanti termofondenti
Sono sostanze che vengono applicate allo stato fuso e che esplicano il loro potere collante grazie al raffreddamento e alla pressione esercitata fra le due parti da incollare. Sono reversibili: se riportati ad una temperatura tra i 60 e 100° C ridiventano fluidi e perdono le proprietà collanti.

Collanti termoindurenti
Sono resine il cui potere collante viene esplicato grazie a reazioni chimiche attivate in parte dal calore. Sono irreversibili e resistono molto bene a temperature elevate. La componente principale di quelle usate nell'industria del mobile è la formaldeide.

Collarino
Sottile membrana circolare posta al termine della colonna come elemento di raccordo fra il fusto e il capitello.

Collaudo
Metodo di controllo della conformità di un lotto a determinati requisiti, in vista della sua accettazione o rifiuto. E' basato su criteri statistici e può essere gestito in riferimento a variabili (ad es: un valore di resistenza meccanica) oppure ad attributi (ad es: un giudizio "si" o "no" sulla rispondenza della qualità dell'incollaggio ai requisiti fissati).

Colmo del tetto
Il bordo più alto di una falda del tetto, la linea lungo la quale si intersecano i due piani di un tetto a doppia falda.

Colofonia o pece greca
La colofonia è il residuo solido rimasto dopo la distillazione dell'olio di trementina. è usata per la preparazione di vernici, mastici, cere, come fondente nella saldatura e per la riparazione dei sigilli di ceralacca.

Colombario
Costruzione sepolcrale caratterizzata da nicchie ricavate nelle pareti dove venivano poste le urne cinerarie.

Colonna
Elemento architettonico di pietra o marmo (anticamente anche di legno), con funzioni di sostegno. Può sostenere un arco o un architrave, o avere, talvolta, funzioni prevalentemente decorative, come nel caso di colonne romane incorporate in costruzioni medievali senza una precisa funzione di sostegno. La colonna è composta da una base (talvolta mancante), da un fusto rastremato verso l'alto e da un capitello. Il fusto può essere liscio o variamente scanalato. Il capitello può anche mancare, nelle costruzioni più semplici.

Coloranti
Pigmenti più o meno fini di origine naturale (ossidi, terre, piante, ecc) o sintetica necessari per la realizzazione di colori (a olio, tempera, smalti, ecc), per la colorazione diretta e per la patinatura.

Colore (storia del)
I primi colori utilizzati in pittura (epoca preistorica) furono il rosso (ossido di ferro) e il nero (carbone). L'azzurro risale all'antichità , il rosso vermiglio (solfuro di mercurio) e il verde al Medioevo. Fino al Rinascimento, il pittore dispone di una trentina di toni puri. Nel XV secolo si cominciano a mischiare i colori. Con la rivoluzione industriale, i progressi della chimica permettono la fabbricazione di numerosi coloranti sintetici a buon mercato.

Colore (teoria del)
Secondo la Teoria classica del colore, elaborata da Newton, i colori che vediamo in natura sono il risultato di un fenomeno fisico: la scomposizione della luce che viene captata dall'occhio umano. Un fascio di luce che colpisce una superficie trasparente e sfaccettata come ad esmpio un prisma, si scompone in sette colori: rosso magenta, arancio, giallo, verde, blu, indaco e violetto (spettro dei colori visibili). L'arcobaleno che vediamo in cielo quando ritorna il sole dopo un violento acquazzone è un esempio. Questi colori sono chiamati Colori Base, perchè combinati tra loro in tutti i modi possibili originano tutte le tonalità di colore esistenti. Tre di questi sono chiamati Primari, perchè non sono ottenibili dalla mescolanza con altri colori, e sono: il rosso magenta, il blu e il giallo. Mescolando due colori primari se ne ottiene un terzo definito Secondario: rosso + giallo = arancione; giallo + blu = verde e rosso + blu = viola. Tutte le tonalità intermedie si ottengono variando le proporzioni dei colori mescolati: ad esempio mescolando rosso e giallo si ottiene un arancio tendente più al rosso o più al giallo a seconda che sia maggiore la quantità del primo o del secondo. Per mostrare come i colori entrino in relazione tra loro, si usa il cerchio cromatico. Si definiscono complementari i colori che si trovano in posizione opposta sul cerchio cromatico. Sono complementari: il rosso e il verde, il giallo ed il viola e il blu e l'arancio. Per scurire un colore, si deve mescolare ad esso una piccola quantità del suo complementare, e non il nero, come si potrebbe pensare. Il nero infatti, contiene tutti i colori primari, perciò vira il colore anzichè scurirlo. Per esempio rosso + nero = marrone. Per schiarire un colore si utilizzano il bianco o il giallo.

Colore (uso del)
La storia della pittura è costellata di polemiche sulla forma e il colore (quale dei due deve prevalere sull'altro?). I futuristi sono sostenitori dell'equilibrio forma-colore, i cubisti esaltano la preminenza della forma, gli impressionisti e soprattutto i fauves quella del colore. Vedi anche colore, colore locale, colori complementari, colori primari, colori secondari o binari, colori terziari.

Colore locale
Originariamente questo termine designa in pittura il colore e il tono di ogni oggetto che ci si sforza (o meno) di restituire. Designa anche tutti gli elementi di un luogo che contribuiscono a dargli un'atmosfera particolare.

Colore naturale
Termine usato per definire il "vero" colore di un oggetto visto alla normale luce del giorno, in modo che tale colore non sia influenzato, per esempio, dall'assorbimento delle lunghezze d'onda maggiori da parte dell'atmosfera (questo è il fenomeno che fa sembrare azzurre le montagne lontane, anche se il loro colore naturale è , per esempio, grigio).

Colori complementari
Ogni colore primario ha il suo colore complementare: è il colore secondario nella cui composizione esso non entra. Il colore complementare del rosso è dunque il verde; quello del giallo, il viola; quello dell'azzurro, l'arancione. Vedi anche colore, colore (uso del), colore locale, colori primari, colori secondari o binari, colori terziari.

Colori primari
Colori puri, che non possono essere ottenuti attraverso la mescolanza di altri pigmenti. Essi servono come punto di partenza per l'elaborazione di altri colori. I tre colori primari sono il rosso, il giallo e l'azzurro.

Colori secondari o binari
Colori risultanti dalla mescolanza di due colori primari. I tre colori secondari sono l'arancione (rosso + giallo), il viola (rosso + azzurro) e il verde (giallo + azzurro).

Colori terziari
Colori risultanti dalla mescolanza di colori primari e colori secondari. Tra i colori terziari rientrano l'ocra ed il verde oliva.

Colorimetro
Strumento per descrivere un colore riproducendolo con uno stimolo che può essere a sua volta descritto quantitativamente.

Coltello del doratore
Si usa per tagliare la foglia d'oro. Va usato con estrema cura, la lama non va toccata con le dita, in tal caso va sgrassata con alcool e carta abrasiva sottilissima (2000). E' utile anche per prelevare la foglia d'oro dal libretto e porla sul cuscino del doratore

Coltello dell'intagliatore
L'attrezzo più usato dall'intagliatore a tacche è il coltello, che dev'essere ben affilato e deve tagliare soprattutto in punta; il manico , solitamente di legno, deve essere solido e ben impugnabile. Il manico, di legno duro, in alcuni casi è sagomato a punta nella parte opposta alla lama, per poter lisciare i solchi eseguiti.

Commesso
Intarsio con pietre dure e semipreziose o con marmi policromi, Si tratta di un'arte tipicamente fiorentina con cui si usava intarsiare con motivi a colori vivaci soprattutto i piani dei cassettoni.

Commode en console
Tipo di commode che in epoca Luigi XV veniva in genere collocata sotto uno specchio con funzione di console. Rispetto alle tipologie consuete presenta sostegni più allungati e un unico cassetto.

Commode
Mobile francese, corrispondente all'italiano cassettone (vedi), nato alla fine del XVII secolo e divenuto nel secolo successivo uno dei pezzi di arredamento fondamentali delle dimore del tempo. Mediamente alta 80 cm, a due o più cassetti, la commode seguì nelle sue forme il gusto delle varie epoche: con alti sostegni e due cassetti nettamente differenziati agli inizi; bombata, con gambe a serpentina e una decorazione frontale dissimulante la divisione dei cassetti nello stile Luigi XV; più squadrata e lineare con Luigi XVI. Gli esemplari di maggior pregio sono impreziositi da impiallacciature, intarsi, decorazioni laccate e applicazioni in bronzo.

Comodino
Mobile di piccole dimensioni da porsi accanto al letto. I primi esemplari, risalenti all'inizio del Settecento, erano una sorta di armadietto, dal corpo piuttosto alto poggiante su brevi gambe, con sportello e cassetto superiore. Successivamente, soprattutto in epoca neoclassica, le forme si ingentilirono e il comodino si configurò come un piccolo tavolo con esili sostegni e il piano spesso ricoperto in marmo.

Compasso
Strumento di precisione per la deterninazione delle distanze.

Compensato
Legno in fogli o in pannelli, ottenuto per incollatura di fogli sottili, disposti alternativamente con le fibre in un senso e nell'altro. Disponibile in spessori dal millimetro ad alcuni centimetri, in un assortimento svariatissimo di tipi adatti ad usi diversi.

Composizione
La composizione è la costruzione formale di un dipinto. Rappresenta quindi la sua struttura di colori, linee e volumi. Possiamo affermare che la composizione è lo schema geometrico dell'opera: a seconda di questo schema si parla di composizioni a spirale, composizioni a cerchio e composizioni a piramide. I giochi di colore e la distribuzione dei volumi creano il peso visivo dell'opera.

Compressore o elettrocompressore
Strumento indispensabile in infinite operazioni di restauro che necessitano la produzione di aria a pressione (spruzzatura, pulizia, ecc).

Conci
Pietre tagliate e squadrate per essere murate in modo tale da presentare una superficie liscia ed ordinata (per archi, pilastri, spigoli ed altre parti particolarmente importanti di un edificio).

Condensa
Deposito di goccioline d'acqua sulla superficie di pareti, strutture e oggetti diversi, dovuta alla condensazione dell'umidità presente nell'ambiente.

Confident
Piccolo sofà in voga negli ambienti spaziosi ed eleganti della Francia di Luigi XV e di Luigi XVI. Lo formano due poltrone imbottite e contrapposte, unite da uno schienale a forma di S. Denominato anche tè te-à -tè te, era particolarmente adatto alle conversazioni confidenziali.

Conformità
Rispondenza di un prodotto, restauro, processo o servizio a tutti i requisiti specificati in una determinata norma, legge o specifica contrattuale.

Confortable
Grande poltrona imbottita diffusa in Francia all'epoca di Luigi XIV di struttura simile alla bergè re, ma con uno schienale più alto e le caratteristiche sporgenze laterali a orecchie. Viene anche designata col nome di fauteuil en confessional, fauteuil de commoditè o fauteuil de malade. Quest'ultimo presenta una spalliera reclinabile a piacere per mezzo di un dispositivo meccanico. In Inghilterra viene chiamata wing chair, in Italia "poltrona a orecchioni".

Confraternita
Associazione di fedeli costituita con scopi di pietà e di carità . In età medievale e rinascimentale le confraternite erano molto numerose e talvolta potenti. Oggi ne resta solo qualcuna, come, in Toscana, la "Misericordia" per l'assistenza ai malati.

Coni pirometrici
Piccoli coni di 5 cm circa composti di materiale ceramico che si piegano, indicando la temperatura del forno.

Coni seger
Piccoli coni di 5 cm circa composti di materiale ceramico che si piegano, indicando la temperatura del forno.

Conservatore
Persona che dirige, organizza e amministra un museo o una collezione.

Console
La console nacque in Francia nel Seicento barocco e si presentò da subito come mobile estremamente decorativo. Il nome deriva da un incrocio tra l'antico termine francese "sole", ovvero "tavola di legno", e "consolateur" che letteralmente vuol dire "consolatore" ma per traslazione intende "figura che sostiene una mensola". La console è quindi a metà tra una mensola e un tavolo.Inizialmente questo mobile aveva una forma rettangolare e disponeva di due o quattro gambe; le ricche dorature e gli intagli del legno erano presenti solo su tre lati poiché il quarto era addossato al muro. Nel Settecento vi fu il trionfo della console come mobile ornamentale: spesso associata ad una specchiera e due poltroncine laterali, era usata per esporre i pezzi più beli dell'argenteraia. Spesso console e specchiera venivano realizzate insieme. Nel corso del secolo nacquero anche nuove tipologie di consoles ed in particolare le "consoles-desserte" destinate alla sala da pranzo e le "consoles demi-lune" di forma semicircolare. Le gambe delle consoles settecentesche, sempre estremamente decorate, potevano essere sostituite da due sostegni che convergevano in un'unica base. I più bei tavoli da muro del settecento furono realizzati in Francia ma si distinsero anche le consoles genovesi e veneziane. Alla fine del settecento, l'avvento del Neoclassicismo, portò un grande cambiamento nelle decorazioni delle consoles. Il ritorno ai motivi classici e la ricerca dell'austerità si tradussero in consoles realizzate con legni scuri, dorati in alcune parti e spesso provviste di piani di marmo: le gambe, pesante, mente intagliate, avevano perlopiù forma di sfingi, colonne, tronchi di piramide, cigni e grifoni.In Inghilterra le più belle consoles neoclassiche furono realizzate dall'architetto Robert Adam, sotto il regno di Giorgio III. Adam, amante dei mobili da parete, disegnò soprattutto consoles semicircolari con esili gambe e decorazioni ispirate ai motivi greci, romani, neopalladiani o di gusto pittorico. Alcuni tavoli da muro ideati da Adam per abitazioni in cui le pareti seguivano un andamento curvo, avevano forma convessa su un lato e concava sull'altro. Generalmente le consoles di Adam erano accompagnate da specchiere che ne ripetevano le decorazioni.

Consolidamento
del colore La necessità di un intervento di consolidamento del colore è da porre in relazione alla perdita di coesione di un materiale con un conseguente aumento della propria porosità . "Il risanamento di un materiale decoeso richiede l'impregnazione della microporosità acquisita mediante un liquido consolidante, cioè capace, una volta penetrato, di passare allo stato solido", ripristinando la coesione. I consolidanti possono essere di origine naturale (animale, vegetale) o sostanze di sintesi. Molte di queste sostanze sono anche adesive ma i consolidanti devono soddisfare un maggior numero di esigenze: devono infatti avere capacità di impregnazione, tempo di presa lento, compatibilità con i materiali originali e stabilità chimica e fisica. Non devono invece possedere nessuna azione solvente o reattiva verso il materiale da consolidare. I consolidanti possono essere applicati in soluzione, per fusione o possono essere dei monomeri polimerizzabili. La mancata chiarezza sulle reali differenze tra sostanze adesive e consolidanti, e di conseguenza sulle operazioni di fermatura e di consolidamento del colore, ha spesso generato equivoci ed errori negli interventi.

Consolidamento del colore
La necessità di un intervento di consolidamento del colore è da porre in relazione alla perdita di coesione di un materiale con un conseguente aumento della propria porosità . Il risanamento di un materiale decoeso richiede l'impregnazione della microporosità acquisita mediante un liquido consolidante, cioè capace, una volta penetrato, di passare allo stato solido ripristinando la coesione. I consolidanti possono essere di origine naturale (animale, vegetale) o sostanze di sintesi. Molte di queste sostanze sono anche adesive ma i consolidanti devono soddisfare un maggior numero di esigenze: devono infatti avere capacità di impregnazione, tempo di presa lento, compatibilità con i materiali originali e stabilità chimica e fisica. Non devono invece possedere nessuna azione solvente o reattiva verso il materiale da consolidare.

Consolidanti
Sostanze che vengono fatte penetrare allo stato fluido all'interno delle porosità del legno con lo scopo di ricostruire attraverso un procedimento di presa, una struttura dotata di coesione.

Contorno
La linea marginale che in un disegno o in un dipinto scandisce i limiti delle singole forme e, conseguentemente, fornisce implicite indicazioni volumetriche, ovvero esalta le superfici che con tiene o sottolinea i caratteri compositivi. Le diverse funzioni che il contorno può assumere sono felicemente suggerite dall'opera di Ingres, in cui esso ha sempre un potenziale compito volumetrico. La sua pregnante carica di movimento, ha fatto sì che si coniassero anche i termini "linea funzionale" e "linea energetica".

Contrafforte
Elemento architettonico costituito da una specie di pilastro, spesso a sezione triangolare, che viene appoggiato esternamente ad un muro in corrispondenza di un arco, dal quale sostiene la spinta.

Contrappunto
Termine proprio della musica medievale che poneva nota contro nota e quindi melodia contro melodia, in un rapporto complesso in cui ciascuna di esse ha fisionomia autonoma chiaramente individuata e, al tempo stesso, si coordina all'altra o alle altre.

Contrasto
Questo termine designa in pittura l'opposizione che può esistere fra colori o tinte, ma anche fra gli atteggiamenti dei personaggi di una stessa scena e il suo soggetto, o il suo trattamento pittorico. I pittori non esitano a servirsi di contrasti, più o meno forti, per suscitare l'attenzione, la reazione o la riflessione degli spettatori.

Controimpiallacciatura
Procedimento tecnico che consiste nell'applicare i fogli di legno dell'impiallacciatura di un mobile l'uno sull'altro a controfilo, col proposito di contenere il più possibile gli effetti degli assestamenti del materiale.

Controintarsio
Tecnica di intarsio, chiamata anche "a incastro", ideata da Andrè -Charles Boulle, il famoso ebanista al servizio di Luigi XIV che esercitò una forte influenza sull'arredamento francese del XVII secolo. Consisteva nel ritagliare motivi ornamentali da due fogli di legno sovrapposti, diversi per qualità e colori ma identici come spessore, e nell'abbinare quindi nel modo desiderato le sagome piene e vuote, chiamate "parte" e "controparte".

Controllo di qualità
L'insieme di tecniche ed attività operative messe in atto per soddisfare i requisiti di qualità . Può essere diviso in controllo di processo e controllo di prodotto e basato sul monitoraggio di parametri diversi (umidità , resistenza meccanica, temperatura della pressa, ecc.) a seconda delle tecniche scelte.In ogni caso, i dati oggetto di CQ vengono gestiti statisticamente al fine di mantenere il processo lavorativo "sotto controllo" (ovvero entro limiti prefissati) ed individuare per tempo un'eventuale tendenza del processo ad abbandonare questa condizione.Prove specifiche di CQ possono essere previste ed attuate tramite campionamento totale o parziale (in genere casuale) ed avvalersi delle tecniche di collaudo.

Contropiallaccio
Piallaccio di scarto applicato alla faccia posteriore ed in genere invisibile di un pezzo, allo scopo di controbilanciare la tendenza al ritiro del piallaccio applicato sulla faccia anteriore.

Contropunta
Punta montata sul toppo mobile del tornio che mantiene in asse i pezzi più lunghi durante la tornitura, evitando che si flettano o vibrino.

Copertina
Strato leggero di copertura di marmorino "grasso''.

Copia
Riproduzione di un'opera d'arte. Quando la copia viene eseguita dall'autore dell'opera principale (siano o meno comprese in essa delle varianti), essa si dice replica.

Coppo
Elemento generalmente di forma semicilindrica usato per la copertura dei tetti.

Coprente
Soluzione a base di lattice che si applica sulle zone da proteggere (che devono restare bianche) durante la realizzazione di un lavis.

Coquillage
Motivo decorativo caratterizzato dal tema della conchiglia (coquille in francese). Nei mobili in stile Rococò era spesso intagliato al centro dei bordi dei divani e delle poltrone o sugli schienali delle sedie.

Corale
Libro che viene usato dai monaci nel coro per la preghiera ed il canto in comune. è generalmente di grosse dimensioni e viene collocato su di un apposito sostegno (leggio) al centro del coro stesso.

Corali miniati
Codici o libri liturgici di piccolo formato.

Cordonatura
Sporgenza orizzontale semicilindrica su una superficie muraria che serve a dar movimento alle strutture architettoniche.

Corinzio
Ordine architettonico greco.

Cornice
Con tale termine si indica, in architettura, la parte sporgente di un tetto, come pure, genericamente, il bordo di un qualsiasi elemento architettonico (porta, finestra ecc.). Inoltre la cornice è il bordo (di legno, di metallo o di qualunque altro materiale) utilizzato per proteggere e valorizzare i quadri. Le prime cornici sono apparse nel XVI secolo; prima si utilizzavano delle ante o dei pannelli di legno.

Cornice d'imposta
Parte architettonica che sta al termine di una parete nel raccordo con gli elementi del soffitto.

Cornicione
Cornice fortemente sporgente, quasi un prolungamento del tetto oltre il muro perimetrale.

Corno
Parte di un pezzo da mortasare lasciata in eccesso al fine di prevenire eventuali scheggiature durante la lavorazione della mortasa; il corno viene segato via al termine della lavorazione.

Cornucopia
Corno riempito di frutti e ornato d'erbe e fiori, simbolo mitico dell'abbondanza; trae origine da un corno della Capra Amantea, nutrice di Giove. Motivo decorativo di origine classica che simboleggia l'abbondanza e la fertilità . Si configura come un corno tendenzialmente spiraliforme ricolmo di frutta, fiori e foglie. In ebanisteria, la "gamba a cornucopia" è un particolare sostegno tipico di alcuni divani e letti "alla greca" appartenenti agli stili Regency e Direttorio americano.

Coro
Spazio riservato alle funzioni liturgiche ed alle preghiere collettive della comunità dei monaci, o - nel caso delle chiese cattedrali - dei canonici. è generalmente posto nell'abside della chiesa, ed è composto da una o più file di sedili (stalli) e dei relativi leggii, disposti lungo le pareti. Stalli e leggii sono generalmente in legno, più o meno decorati ed intagliati. Al centro del coro trovasi il corale.

Coroplastica
Termine usato spesso in archeologia per indicare la scultura in terracotta.

Corpo (colore a)
Tecnica pittorica che consiste nel distribuire i colori per impasti spessi, corposi, invece che a "velature".

Correzioni ottiche
Artifici tendenti a correggere l'ottica naturale facendo sì che spazi o volumi architettonici appaiano parzialmente diversi da come li vediamo.

Corteccia
E' la parte più esterna del tronco ed è costituita da cellule morte.

Cortina
Nell'architettura militare indica un muro di cinta compreso fra due torrioni.

Costa
Le superfici strette di un pezzo di legno, ad angolo retto con le facce.

Costolone
Elemento architettonico costituito da una faccia di pietre posta a sostegno di una volta a crociera o di una cupola. I costoloni (generalmente non meno di quattro) sono posti alle congiunzioni delle vele da cui la struttura è composta; essi ne suddividono così la superficie, scaricando parte delle spinte sui sostegni della base.

Costruttivismo
Il costruttivismo è una corrente artistica che nasce il Russia intorno al 1913. Il movimento si caratterizza per l'abolizione delle tradizionali notizioni d'arte, sostituendole con l'imitazione di forme e processi tratti dalla tecnologia moderna. Il principale campo di applicazione di questa corrente risulta la scultura, dove le opere vengono create attraverso l'utilizzo di componenti di carattere industriale. Nella pittura gli stessi principi venivano applicati alle due dimensioni; forme astratte venivano utilizzate per creare strutture ispirate a macchinari tecnologici, sospese nello spazio quasi come composizioni architettoniche. Il movimento costruttivista si sviluppa in Russia nei primi anni della rivoluzione ma le manifestazioni di questa corrente trovano spazio lungo tutto il ventesimo secolo, creando nuove sottili sfumature di questa corrente del tutto dedicata al concetto di "moderno".

Costruzione a doghe
Sistema costruttivo usato prevalentemente in area veneta per conformare i mobili bombati. Il procedimento è simile a quello della fabbricazione delle botti: le tavole di legno, lunghe e strette e di sezione trapezoidale, vengono giustapposte e incollate le une alle altre sull'ossatura del mobile in modo da conferirgli un andamento curvilineo.

Cotto
Termine usato per indicare sia il mattone, sia altri oggetti in terracotta.

Craquelle o craquelure
è l'insieme di crettature, microfratture, cavillature che caratterizzano un dipinto, sia su tavola che su tela; non riguarda la pittura fresco (dove vi sono però le crepature dell'intonaco), mentre può interessare eventuali ritocchi a secco. Il diverso carattere dei movimenti ai quali è sottoposto il supporto (dilatazione periodica nelle tavole, oscillazioni nella tela) dà a queste crettature un carattere inconfondibilmente diverso. I dipinti su rame o su pietra hanno solo microfenditure legate, di solito, all'essiccazione del colore.

Cratere
Contenitore con imboccatura larga, alto collo, spalla breve arrotondata, pareti curvilinee, anse verticali e basso piede; usato generalmente per mescolare l'acqua con il vino.

Credenza
Nel Medioevo era un basso tavolino che veniva posto accanto alle mense più ricche per reggere i piatti con le vivande destinate a essere assaggiate, prima di essere servite, dal "credenziere", al fine di scongiurare il pericolo di un eventuale avvelenamento per i signori. Il termine, nelle epoche successive, passò a indicare il mobile che conservava i servizi da tavola o, temporaneamente, i cibi. Nei modelli più antichi aveva struttura semplice, bassa e larga, con sportelli ed eventuali cassetti al di sotto del piano di appoggio; in seguito complicò le sue forme, fino ad avere due corpi sovrapposti, di cui quello superiore arretrato. La credenza fu largamente utilizzata dal Rinascimento fino a tutto l'Ottocento, soprattutto nelle sale da pranzo delle famiglie borghesi, dove spesso appariva in coppia con la denominazione di buffet e contro-buffet. E' un mobile tipicamente italiano - forse sviluppatosi dal medievale cassone - che esercitò tuttavia importante influenza nell'arredamento francese e inglese.

Creep
Supporto, strati preparatori e pellicola pittorica sottopongono la tela all'azione prolungata e costante del loro peso che, nei dipinti di grandi dimensioni, è causa di una deformazione che viene chiamata creep. Il segnale è dato dall'impronta lasciata dalla barra superiore del telaio sulla tela.

Crepidoma
Basamento del tempio greco costituito da una serie di gradini, sul più alto dei quali si ergono le colonne, direttamente o su delle basi.

Creta
Materiale duttile formato principalmente da acqua ed argilla possiede la straordinaria capacità di deformarsi (sottoposto a pressione esterna), di mantenere la forma data, di asciugarsi e di divenire durissima una volta cotta ad alte temperature. Ne esistono di vari tipi a seconda della maggiore o minore percentuale di particolari molecole come silicati d'alluminio, ossido di ferro, carbonati e quarzo. Vengono talvolta aggiunti particolari additivi per alterarne alcune caratteristiche come temperatura di cottura, durezza, refrattarietà e porosità . Può presentarsi in varie colorazioni e porosità a seconda dell'uso che se ne deve fare: vengono utilizzati materiali differenti a seconda dell'utilizzazione finale: un vaso in terracotta è assai diverso da un piatto, da una tazzina in finissima porcellana o da un pavimento in gres porcellanato. Caratteristica importante da non dimenticare è il suo ritiro. La creta infatti asciugandosi si ritira di volume (ca. 10%) quando perde l'acqua igroscopica (presente tra una molecola e l'altra) responsabile della sua plasticità ; un ritiro simile si verifica anche durante la cottura sebbene in questo caso vi è la perdita di acqua costituzionale (presente nel composto).

Creta bianca
Pigmento utilizzato per la tempera a colla, per realizzare i pastelli e gli stucchi.

Cripta
Parola di origine greca che significa luogo nascosto. Nelle chiese medioevali la cripta è un ambiente posto sotto il pavimento, ove sono custodite le reliquie del santo a cui la chiesa stessa è dedicata. Tale ambiente, inizialmente di ridotte dimensioni e posto sotto l'altare maggiore, divenne successivamente sempre più ampio, fino a costituire talvolta un'altra chiesa sotterranea sorretta da colonne con capitelli riccamente decorati.

Criptoportico
Corridoio sotterraneo o semisotterraneo che presentava copertura a volta e poteva essere illuminato da finestre.

Cristallizzazione
Alcuni smalti sono caratterizzati dalla superficie ricoperta da minuscoli cristalli di varia forma e colore, affogati nello spessore dello smalto.

Crivellatura
Setacciatura.

Crivello
Setaccio.

Croce greca (pianta a)
Pianta di edifici religiosi cristiani, formata da due bracci di uguale lunghezza al centro.

Croce latina (pianta a)
Pianta di edifici religiosi cristiani a forma di croce, in cui il braccio longitudinale è più lungo di quello trasversale (transetto). Se questo si dispone al termine del primo, è detta a croce commissa; se invece lo taglia a circa due terzi della lunghezza è detta a croce immissa.

Crociera
E' detta "a crociera" la volta formata dall'intersezione di due volte a botte. Se è sottesa da due costoloni incrociati in diagonale che sostengono e scaricano i pesi in quattro angoli, si chiama "crociera costolonata". Crociera è anche la struttura architettonica formata dall'incrocio di due bracci.

Cromatico (effetto cromatico)
Risultato che si ottiene accostando colori diversi senza mescolarli tra loro.

Cromatico
Elemento della composizione relativo al colore.

Cromlech
Struttura preistorica costituita di enormi pietre infisse nel terreno secondo un andamento circolare e sormontate da grossi architravi.

Cromatismo
Giustapposizione di colori destinata a produrre un effetto ottico.

Cromatografia
Le tecniche cromatografiche di indagine sui materiali comprendono: la cromatografia su strato sottile, la gascromatografia e la cromatografia ad alta pressione. Sono in sostanza metodi di separazione dei componenti di una mistura. Si tratta di tecniche analitiche che si caratterizzano per la grande sensibilità e che consentono di portare a termine separazioni e analisi su quantità molto piccole. Nel campo delle opere d'arte risultano di grande utilità nell'analisi delle sostanze naturali: agglutinanti pittorici (proteinici e oleosi), resine, cere e gomme di origine vegetale ecc. Permettono inoltre di realizzare prove di invecchiamento su determinate resine come la Dammar.

Cromolitografia (o cromolito)
Procedimento di stampa litografica a colori.

Cromwelliano, periodo
Periodo della storia inglese corrispondente agli anni del protettorato di Oliver Cromwell (1649-1658), noto anche come periodo del "Commonwealth" o del "Protettorato"; è caratterizzato, in ebanisteria, da mobili stilisticamente sobri ed essenziali. Tipica è la Cromwell chair, una sedia di forma angolare con sedile e spalliera in cuoio o pelle fissati alla struttura lignea da chiodi con capocchia in ottone.

Crosse, à
Espressione francese - letteralmente "a pastorale" - usata per designare la linea ricurva dello schienale di una sedia diffusa nel Direttorio, oppure la forma a ricciolo del bracciolo di una poltrona tipica della Restaurazione.

Cross section
Consiste nell'esame al microscopio di un campione che presenta una sezione trasversale al fine di osservare la struttura stratificata dell'opera, ossia tutti gli strati in essa esistenti a partire dal supporto fino alla superficie. Questo esame permette di verificare, ad esempio, se in un mobile dorato, sotto lo strato d'oro che appare in superficie, ne esistano altri d'imprimitura e resti di questi, fornendo inoltre informazioni sulla loro natura e composizione. La cross section si usa inoltre per lo studio della successione degli strati di pittura, ossia per conoscerne lo spessore e la dimensione, così come per identificare il colore della grana dei pigmenti. e l'identificazione di vernici.

Crypta
Ambiente o passaggio sotterraneo.

Ctonio
Detto di divinità legata alla terra, sotterranea.

Cubismo
Il cubismo è una corrente artistica rivoluzionaria nata dall'analisi alternativa della realtà ad opera di Pablo Picasso e George Braque. Il movimento nasce nella prima decade del ventesimo secolo e si caratterizza per la rappresentazione di oggetti reali interpretata da diversi punti di vista. Sebbene possa sembrare associata all'arte astratta e geometrica, l'arte cubista rappresenta simultaneamente i diversi lati di una forma osservati da più punti di vista. Il punto di forza degli artisti che si rispecchiano in questa corrente sta nell'abilità di creare su di una superficie bidimensionale come la tela l'illusione di un oggetto nello spazio, obiettivo principale dei pittori post-rinascimentali. Forma e spazio prendono così nuovi assestamenti, creando rapporti visivi che cambieranno in modo radicale l'impronta artistica occidentale.

Cunei
Settori che dividevano verticalmente la cavea mediante scalinate.

Cuneo
Pezzo di legno a sezione triangolare, usato spesso per rinforzare le unioni internamente o all'esterno (cuneo in vista).

Cupola
Copertura semisferica o a spicchi su di un vano a pianta centrale (circolare, quadrata, poligonale ecc.). Poggia spesso su di un tamburo che serve a raccordare il perimetro del vano sottostante con quello della cupola stessa. Generalmente termina con una edicola detta lanterna. Le cupole di maggiori dimensioni sono sostenute da pilastri.

Curcuma longa (o terra merita)
Pigmento giallo estratto dallo zafferano delle Indie su ricetta di Leonardo. Adatto per miniature ed acquarelli.

Curule
Aggettivo riferito a una sedia o a uno sgabello dai sostegni curvi e incrociati a X. Si ispira tipologicamente alla sella curulis romana, destinata ai magistrati e simbolo del potere giudiziario. Tale modello, di origine forse egizia, oltre che in Italia, fu assai apprezzato anche in Francia e in Inghilterra, soprattutto negli stili Direttorio e Impero.

Curvatura
Processo di curvatura di elementi legnosi che utilizza il vapore, la bollitura, un trattamento chimico o termo-meccanico e che prevede il successivo raffreddamento del pezzo vincolato nella forma che si vuole ottenere.

Cuscino da doratore
Serve come supporto sul quale viene adagiata la foglia d'oro per poi tagliarla nella misura voluta.

Cuspide
Estremità appuntita, guglia, coronamento.
 
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