sabato 31 luglio 2010
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Taberna
Locale destinato a funzioni commerciali. Esternamente presentava insegne fisse o mobili, all'interno era dotato di banchi di vendita e scaffali.

Tabernacolo
Con tale nome si indica una nicchia, o altro supporto che contenga una immagine sacra.

Table console
Tavolo che ebbe la sua comparsa in Francia nel Seicento, destinato ad essere accostato a una parete, solitamente sotto grandi specchi a muro. Intagliato solo sui tre lati visibili, era fornito di un piano sagomato sorretto da quattro gambe. Dalla progressiva semplificazione dei sostegni posteriori nacquero le vere e proprie consoles, appoggiate direttamente al muro.

Tabouret
Piccolo sedile imbottito, di forma ovale, rettangolare o circolare, sostenuto da quattro brevi sostegni diritti, a forbice o a capriolo; l'imbottitura era ricoperta in seta o in damasco. Il suo uso venne introdotto in Francia sotto Luigi XIV, alla cui corte sedere su un tabouret alla presenza del sovrano era un privilegio.

Tagliare
Agire lungo gli spigoli con una cazzuola da stuccatore per togliere il materiale eccedente.

Taglio fresco
Termine gergale che in falegnameria designa il taglio operato sul legno d'epoca per adattarlo a nuove misure in rapporto a diverse esigenze.

Talco
Il talco è steatite polverizzata, in vendita in farmacia sotto forma di polvere bianca. È un efficace assorbente dei grassi, e può essere utilizzato per smacchiare i tessuti: si spolverizza la parte macchiata, la si strofina leggermente, e quindi si spazzola. Può anche venir mescolato con un detergente fluido, come il tetracloruro di carbonio, per formare una pasta detergente. Il talco è anche usato come blando abrasivo per la lucidatura. Abbassa il punto di cottura negli impasti ad alta temperatura.

Tamburo
Elemento architettonico a sviluppo poligonale o cilindrico su cui si imposta la cupola. Nome che in ebanisteria viene assegnato a quella alta fascia che corre al di sotto del piano dei tavoli rotondi od ovali. Uno dei blocchi che costituiscono il fusto della colonna

Tanit
Divinità femminile cartaginese il cui simbolo è formato da un cerchio, da una linea orizzontale e da un triangolo

Tannino
Sostanza complessa molto diffusa nel regno vegetale. Si estrae dalla corteccia di alcuni alberi, frutti, foglie v, mediante infusione in acqua e successivo trattamento con alcool e etere

Taratura
Determinazione del rapporto esistente fra le indicazioni di un apparecchio di misura e i valori della grandezza da misurare.

Tarli
Insetti xilofagi

Tarlo lungo
Espressione che nel gergo degli artigiabi del legno definisce il solco scavato dal tarlo in un legno d'epoca, messo allo scoperto in seguito a una nuova lavorazione.

Tarsia
Manufatto ligneo o lapideo realizzato mediante la giunzione di pezzi variamente sagomati al di sopra di una lastra di supporto. Distinta dall'intarsio, anch'esso costituito da pezzi variamente sagomati ma collocati entro gli incavi praticati nel piano di base. Il criterio operativo è il medesimo sia che si tratti di tarsia lignea o lapidea, derivando la composizione in entrambi i casi dall'accostamento di essenze legnose o specie litoidi di colorazioni e testure diverse. Nella tarsia lapidea in particolare si segnala la produzione del commesso fiorentino realizzato nell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze a partire dal 1574 e costituito da pietre dure, preziose e semipreziose fissate con mastice a lastre marmoree.

Tassello
Porzione di legno, di forma determinata

Tavola
Nei tempi più antichi i pittori usarono il legno come materiale da supporto delle opere. Le tavole erano per lo più di pioppo, quercia, noce, cedro, gattice e castagno. Raramente veniva utilizzato legno resinoso. La preparazione della tavola consisteva nell'ingessatura con metodi, materiali e procedimenti diversi.

Tavola a bassa pressione e/o a caldo
Attrezzatura che si utilizza per la foderatura e gli interventi di minimo su dipinti antichi e moderni.

Tavolino da lavoro.
I primi esemplari, creati in Francia e in Inghilterra a partire dalla metà del XVIII secolo, erano composti da un piano d'appoggio sovente scoperchiabile sorretto da sottili gambe e da cassetti in numero variabile. Godettte di grande fortuna fino alla metà del XIX secolo.

Tavolo
Il termine tavola deriva dal latino "tàbula" composto dalla radice "ta", ossia stendere, e il suffisso "bula"; per altri la voce deriva dal sostantivo latino "stabilem", stabile.Il tavolo è un mobile antichissimo e le prime testimonianze della sua esistenza risalgono al mondo greco antico. Risulta, infatti, da diverse pitture etrusche, che la più antica forma di tavola fosse rettangolare, con tre piedi, di provenienza greca. In Egitto erano solitamente usate tavole rotonde, munite di un solo sostegno ma ve ne erano anche di rettangolari con quattro gambe dritte o incrociate. Nell'antica Roma erano presenti vari tipi di tavoli, molto diversi tra loro a seconda degli usi cui erano adibiti: le tavole "cultuali" venivano usate per le offerte alle divinità che non si bruciavano sull'ara; la "mensa ponderaria" era una grande tavola collocata in un luogo pubblico della città. Non mancavano inoltre tavoli destinati alle case private: i tavoli domestici erano anzi presenti fin dall'età omerica. Per il pasto i romani usavano piccoli tavolinetti, uno per commensale, che venivano rimossi dopo aver mangiato; inizialmente molto semplici, questi tavoli si arricchirono con l'evolversi della civiltà. Nelle case era anche presente l'"abaco", un piccolo tavolo destinato a sorreggere vasi e oggetti artistici. Sempre romana ma di origine greca, la "mensa delphica", una tavola con un'unica gamba centrale terminante in tre piedi. Questi tavoli erano molto ricchi di decorazioni, realizzati con legno, marmo o bronzo e scolpiti a figure umane o animali. Altri tavoli abbondantemente decorati avevano forma rettangolare, con quattro gambe incrociate o riunite a due a due, e cambiavano nome a seconda del materiale con il quale venivano realizzate, che di solito era legno o marmo. Esemplari bellissimi erano ricavati dal legno di cedro e venivano chiamate "mensae citreae", le decorazioni erano in avorio, oro, argento, rame, pietre preziose. Dopo lo splendore della civiltà romana, il tavolo ornato scomparve quasi completamente: per tutto il Medioevo e l'Alta Epoca, il tavolo da pranzo era solo un'asse posata su cavalletti e veniva smontata dopo il pasto.Solo nel corso del Cinquecento, il tavolo cominciò ad affermarsi in senso moderno: il tavolo cinquecentesco si presentava molto grande, rettangolare, con gambe maestose più o meno lavorate. Gli esemplari più belli del Rinascimento non furono però realizzati per la mensa ma solo a scopo ornamentale. Nel Seicento al tavolo rettangolare si affiancò la variante ottagonale con una grande base ad anfora. Questi tavoli erano comunque troppo grandi perché non ne esistessero anche di più piccoli e pratici. Nacquero così i tavolinetti del tipo "fratino", originari delle Marche, che avevano generalmente gambe a lira, ed il "tavolo piemontese", di origine inglese, che aveva una parte centrale fissa e due parti laterali abbassabili. Nel Settecento il tavolo divenne un mobile meno importante; i grandi tavoli erano rari e l'imponenza del Seicento lontana. Si affermarono però, nel corso del Settecento, altre tipologie di tavolo oltre a quello da pranzo: nacquero i tavolini da tè, i tavoli toilette, le table-cabaret, le liseuse, le coiffeuse, le table de chévet ed i tavoli da gioco. Questi piccoli tavoli si svilupparono soprattutto in Francia ed in Inghilterra, diventando un arredo indispensabile delle case signorili. Nell'Ottocento Neoclassico tornò la moda dei grandi tavoli rotondi: in particolare si diffuse il tavolo "a braciere", ispirato al tripode romano; nel periodo Impero questi tavoli si presentavano estremamente austeri, realizzati in legno scuro e con gambe o basi intagliate a forma di sfingi, cigni e schiavi. Sempre durante l'Impero vennero recuperati i tavolini circolari del tipo "guéridon", nati alla corte del Re Sole e destinati a sorreggere lampade o oggetti artistici. In Inghilterra, nella prima metà dell'Ottocento, nacquero i "nest of tables", una serie di tavolini digradanti, usati nei salotti e nelle biblioteche.Tra la metà dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, l'Art Nouveau introdusse una nuova concezione dei mobili, che non dovevano più essere pensati come elementi isolati ma come parti di uno specifico arredamento. I tavoli Nouveau venivano realizzati in ferro o in legno e si presentavano estremamente sottili, con lunghe gambe e una linea fluente.Nella prima metà del Novecento, l'avvento dell'Art Déco segnò il trionfo delle linee e dei motivi geometrici e delle decorazioni semplici ma molto curate.

Tavolozza
Simbolo per eccellenza dell'artista pittore, la tavolozza di legno, con il suo buco per il pollice e la sua forma caratteristica, non è più molto usata se non dai pittori dilettanti. I pittori contemporanei, il più delle volte, sistemano e mescolano la loro pittura su una tavola, dentro vasetti, o anche su una tela che servirà poi da sfondo per il futuro quadro. La parola designa anche i toni e i colori usati più spesso da un pittore nelle sue opere.

Tecniche di separazione
Tipologia di indagine sui materiali che si basa sulla separazione di una mistura o sulla separazione di frammenti per poter poi procedere all'identificazione di ciascuno di essi. Questa tecnica comprende la spettrometria di massa, la cromatografia e ultrasuoni.

Tegula mammata
Mattone munito di appendici, generalmente 4, poste in corrispondenza degli angoli, usato per creare un'intercapedine negli ambienti riscaldati.

Tek
Il Tek è un legno duro e pesante, di colore marrone striato. E' straordinario da lavorare. Appena tagliato ha uno strano tessuto ceroso ed un odore che ricorda il cuoio. Si taglia bene, e come la quercia, si scurisce con l'esposizione alla luce.E' uno dei legni più forti, durevoli e resistenti all'usura che esistano, ma a causa dell'aspetto opaco e del peso è stato preso in considerazione in occidente solo di recente. Nel restauro il Tek non è di facile uso, perchè, come il palissandro è difficile da incollare e impossibile da sbiancare.

Tela smeriglio
È una carta a base di carborundum legato con resine, graduata secondo l'abrasività. Può essere usata asciutta, o inumidita con acqua. Quando è asciutta viene utilizzata come la carta vetrata, quando è bagnata è usata per levigare lavori di pittura su metallo o legno. La tela smeriglio dura a lungo quando è usata bagnata, a patto che sia mantenuta umida.

Tela
Supporto della pittura. Esistono diversi tipi e qualità di tele. La più diffusa è la tela di lino. Esistono anche tele di canapa, di cotone o di fibre sintetiche. La tela viene generalmente tesa su un telaio e apprettata. Numerosi pittori contemporanei lavorano direttamente su tele grezze.

Telaio
Cornice di legno su cui è tesa la tela. Esistono diversi tipi di telaio: i telai semplici, i quali non sono altro che cornici, più o meno rinforzate a seconda della dimensione; e i telai a chiave, che permettono di variare la tensione della tela e di regolarla una volta che essa sia stata fissata al telaio. Struttura portante piana, i genere rettangolare, realizzata unendo in modo opportuno quattro o più listelli. Se il telaio è rettangolare, gli elementi verticali si chiamano montanti e quelli orizzontali traverse.

Telaio per foderatura
Costituito da aste metalliche o lignee è strumento indispensabile a facilitare le operazioni di foderatura e stiratura nel restauro pittorico.

Telero
Grande dipinto su tela, per lo più in serie con altri, usato nei secc. XV-XVI come decorazione o rivestimento murale, specialmente a Venezia.

Temenos
Spazio di un santuario

Tempera
La tempera, come gran parte delle tecniche pittoriche utilizzate ancor oggi, ha radici molto lontane nel tempo: nell'ambito della pittura, unitamente all'affresco, è uno dei mezzi più antichi in senso assoluto. Genericamente per "tempera" si intende un impasto cromatico ottenuto unendo il pigmento colorato con sostanze collanti (leganti) quali l'uovo, il latte di fico, le cere o altre sostanze sempre solubili in acqua. Con la metà del Quattrocento, questa tecnica iniziò lentamente ad accogliere componenti oleosi, avvicinandosi sempre di più a quella materia che poi si sarebbe chiamata pittura ad olio. Nell'esperienza di oggi, il termine "tempera" si identifica unicamente con un prodotto preconfezionato che corrisponde ad un impasto di collanti deboli (caseina) adatto genericamente a stesure su carta. Procedimento che utilizza colori fabbricati a base di pigmenti mescolati al giallo d'uovo. Questa tecnica è simile alla tempera sintetica. La tempera sarà molto usata fino al XV secolo, poi soppiantata dalla tecnica della pittura a olio. I pregi di questa tecnica consistono nella chiarezza e delicatezza di toni che si ottengono e nell'opaca levigatezza del risultato finale. Utilizzata dai maggiori maestri del Quattrocento (Mantegna, Botticelli, Piero della Francesca), questa tecnica decade parzialmente nel XVI secolo con il parallelo affermarsi della pittura a olio. I colori a tempera sono attualmente commercializzati in tubetti; il pigmento di cui sono costituiti è mescolato con gomma arabica, per cui, più correttamente, si dovrebbe parlare di colori a guazzo.

Tenone
Parte terminale di un pezzo tagliata con due spalle in modo da ridurre lo spessore a un terzo circa; viene inserito in un apposito foro rettangolare, la mortasa, per realizzare un'unione stabile e robusta.

Teofania
Apparizione o manifestazione sensibile della divinità.

Tepidarium
Ambiente termale riscaldato a temperatura media con vasche per i bagni tiepidi.

Termocauterio
Strumento di utilizzato nel restauro di dipinti su tela e tavola, nel restauro cartaceo, archeologico, nelle esecuzioni di calchi in cera ed in tutti i casi ove occorre impiegare pressione e etemperature in modo preciso e localizzato.

Termocoppia
Strumento che permette di misurare la temperatura interna di un forno. (detto anche pirometro.

Termoigrografo
Strumento di misurazione di temperatura e umidità.

Termometro
Strumento per la misurazione delle temperature.

Termoplastico
Materiale che ha la caratteristica di essere reso liquido e vischioso dal calore e tornare rigido per raffreddamento.

Terra di siena bruciata
Pigmento color bruno resistentissimo utilizzato per ogni sistema pittorico

Terra ombra
La terra d'ombra è un pigmento di origine naturale composto in prevalenza da ossido di ferro, entrano nella sua composizione altri elementi chimici quali il manganese, ad esempio, che ne rafforza le caratteristiche siccative. Grazie a questa proprietà la terra d'ombra è un pigmento che aiuta ad asciugare le pitture ad olio molto più in fretta. E' molto indicato per colorazioni a pittura, quindi unito ad un legante. Meno indicato per mordenzare il legno, in quanto non essendo solubile in acqua e rimanendo in sospensione non colora effettivamente il legno ma crea un leggero velo superficiale facilmente asportabile. Discreto per colorare la gommalacca, ottimo nella formulazione di stucchi a gesso e di patine anticanti

Terra ombra bruciata
Pigmento resistentissimo utilizzato per ogni sistema pittorico

Terracotta
Nome dato ai prodotti ricavati dall'argilla cotta al forno. La terracotta ebbe nel corso dei secoli i più svariati usi. Come elemento decorativo architettonico, la terracotta fu usata già dai Greci, dagli Etruschi, dai Romani. Grandissima fortuna ebbe nell'età romanica in cui terrecotte stampate con motivi ornamentali e spesso ritoccate a scalpello formano fregi e decorazioni varie sulle chiese e gli edifici. L'uso si trasmise all'arte gotica, specialmente nell'Italia settentrionale: la terracotta fu allora anche intesa come elemento cromatico di singolare rilievo. La decorazione in cotto continuò nel Quattrocento in forme mutate secondo i nuovi gusti stilistici, e fu frequente specialmente in Lombardia, ed in Emilia. Col Cinquecento l'uso diminuì e decadde nei secoli successivi, mantenendosi appena quale reminiscenza tradizionale in alcuni centri ove più viva era stata la fioritura nei tempi passati. Fuori d'Italia, in Germania, la decorazione in terracotta ebbe una certa importanza nel primo periodo gotico, poi nuovamente nel Rinascimento (secolo XVI). La terracotta invetriata, termine con cui si indica la materia plastica usata per primo da Luca della Robbia, teoricamente non differisce dalla maiolica avendo un rivestimento stannifero.

Terra sigillata
Si definiscono le tecniche di finitura di superfici ceramiche rivestite da patine prodotte con argilla vetrificante. Queste patine si ottengono separando dalla composizione argillosa, per sedimentazione in acqua, le particelle piu' fini e colloidali da quelle piu' grossolane. La scelta delle argille da trattare privilegia quelle molto plastiche ricche di ossido di ferro, sodio e potassio.

Terra verde di verona o celadonite
Pigmento resistentissimo a tempera, meno ad affresco, poco ad olio.

Terraglia
Prodotto ceramico a pasta bianca, porosa, molto leggera, solitamente rivestito con una vernice piombifera trasparente. Inventata dai vasai inglesi dello Staffordshire nel XVIII secolo, la terraglia si diffuse poi largamente in molte altre officine europee.

Terrecotte ingobbiate e graffite o "faenze" ingobbiate e graffite
Classe di ceramiche la cui superficie grezza è stata rivestita di uno strato di argilla bianca finissima, detto ingobbio. Sulla superficie così trattata si incide la decorazione usando uno stilo (o chiodo); infine per dare impermeabilità e lucentezza all'oggetto, lo si copre con un sottile strato di vernice (o vetrina) trasparente, spesso variegata con tocchi di colore verde (rame) e bruno (ferraccia).

Terre
Si tratta di colori, originariamente ottenuti mediante la macinazione di particolari pietre tenere e colorate, il cui pigmento è determinato dalla presenza di ossidi metallici.

Terre naturali
Terra gialla, ocra limone, ocra avana, ocra Dunkel, ocra Joles, terra Siena naturale, terra Siena bruciata, terra rossa, rosso veneto, rosso Ercolano, rosso Pozzuoli, terra ombra di Cipro naturale, terra ombra di Cipro bruciata, terra ombra naturale, terra ombra bruciata, terra verde brentonico, nero vite Germania, nero Roma, ecc

Tessera
Ciascuno dei piccoli tasselli di pietra o altro materiale usati per comporre un mosaico.

Testata
Parte estrema, anteriore o superiore di una superficie, di un corpo, una struttura.

Testimoni
In falegnameria, vengono così designate quelle giunte sottili che segnano il punto in cui il legno è stato fatto "lievitare" per ottenere uno spessore necessario a creare una mossa molto accentuata. La lievitazione si ottiene aumentando lo spessore del legno incollando opportuni tasselli.

Tetracloruro di carbonio
Il tetracloruro di carbonio è un liquido volatile e incolore, che ha l'odore del cloroformio, dal quale è derivato. È un eccellente solvente per grassi e oli, ed è largamente usato come smacchiatore. Ha il vantaggio di non essere infiammabile, ma non si deve usare vicino a fonti di calore o a una fiamma libera, perché può esalare vapori pericolosi. Quindi, non si deve mai fumare mentre lo si usa, ed è consigliabile utilizzarlo lavorando in una stanza ben ventilata. Il tetracloruro di carbonio può intaccare alcuni colori, perciò si deve sempre fare una prova prima di iniziare a smacchiare i tessuti. Utilizzato come base di molti smacchiatori a secco, può anche essere acquistato in farmacia allo stato puro.

Tetrastilo
Tempio con quattro colonne sulla fronte

Thesauros
Tempietto destinato a raccogliere ex voto

Tholos
Costruzione circolare con copertura a falsa cupola generalmente di destinazione votiva o cultuale.

Tiburio
Copertura esterna di una cupola, spesso con forma diversa da essa, posta per lo più all'incrocio del braccio longitudinale con quello trasversale in edifici sacri cristiani.

Timolo
Il timolo è un antisettico del gruppo del fenolo, ed è ottenuto distillando l'olio di timo. Si scioglie in etere o alcool, ed è un utile fungicida, ottimo anche per gli oggetti delicati. Evapora a temperatura abbastanza bassa, e può essere usato per fare fumigazioni. Una soluzione in alcool al 10 si può usareper impregnare la carta .

Timpano
Parte centrale del frontone, compreso tra la trabeazione (che è l'architrave fregio e cornice) e le cornici. Parte superiore della facciata di un edificio, generalmente a forma triangolare, in quanto delimitata dagli spioventi del tetto e dalla parte superiore della facciata stessa che viene a costituire la base del triangolo. In ebanisteria designa la parte di un mobile che nella forma imita il frontone degli edifici classici o rinascimentali.

Tinta unita
Dicesi di un risultato cromatico uniforme.

Tiratura
Sagomatura.

Tiretto
Cassetto di tavolini, scrittoi, armadi; indica anche i sostegni a scomparsa per il piano calatoio di ribalte e trumò.

Titanio
Metallo impiegato nel settore del restauro monumentale grazie alla sua ottima resistenza. E' usato per la per natura di statue e monumenti

Tirso
Bastone sormontato da un mazzo di pampini o da foglie di edera riunite a formare una pigna, ricorre in particolare come attributo di Dioniso e di Bacco.

Tocco
Pittura non distesa uniformemente, ma eseguita con "tocchi", in punta di pennello, quindi rapidi, vibranti, così da creare bagliori improvvisi di luce. Tecnica pittorica in cui i colori non vengono stesi tirandoli con il pennello sulla tela, ma vengono posti a macchie o tratti.

Toluolo o toluene
Solvente utilizzato in restauro per diluire resine, vernici, gomme, consolidanti, ecc.

Tonalismo
Nell'arte del XX secolo rappresenta la componente fondamentale della ricerca pittorica di un gruppo di artisti i cui principali protagonisti sono E. Cavalli, G. Capogrossi, F. Pirandello, R. Melli, C. Cagli -per i quali la visione pittorica deve realizzarsi come "assoluta", svincolata dalla dipendenza al colore e alla luce naturali. Bisogna invece giungere al tono, cioè il valore assoluto del colore: "l'arte della pittura è rapporto di colore che suscita l'architettura del dipinto, la distribuzione dei suoi spazi, l'essenzialità tipica delle sue forme...". Questi concetti vengono elaborati prevalentemente da E. Cavalli a partire dal 1927, ed espressi nel Manifesto del Primordialismo plastico firmato da Cavalli, Capogrossi e Melli nel 1933. Le mostre più significative per l'affermazione di questo nuovo cromatismo antinaturalistico e sintetico si svolgono a Roma tra 1927 (Pensione Dinesen: Cavalli, Capogrossi e F. Di Cocco) e 1932 (Galleria di Roma: Cavalli, Cagli, Capogrossi e altri), giungendo alla piena espressione del tonalismo plastico della Scuola Romana.

Tophet
Luogo sacro in cui avveniva il sacrificio e la sepoltura dei bambini

Tornio
In legno, acciaio o alluminio il torniello ci permette di lavorate a 360 gradi su l'intera opera senza dovervi girare attorno.

Tornitura
In ebanisteria è la lavorazione e modellazione di diversi elementi di mobili (gambe, colonnine, traverse, etc.) eseguita col tornio. Diversi sono i tipi di tornitura, che vengono designati in base al nome dell'oggetto che imitano: a vaso, a fuso, ad anfora, a spirale semplice o doppia. La tornitura, in uso già tra i Greci e i Romani, venne ripresa durante il Rinascimento soprattutto in Italia e in Inghilterra. Il periodo d'oro di questa tecnica si è avuto però in Francia nel secolo XVII con lo stile Luigi XIII, quando si sperimentarono le più complesse e virtuosistiche combinazioni dei motivi a tromba, a vaso, a balaustra, etc. Nel XVIII secolo il ricorso alla tornitura divenne più rado, mentre ritornò in auge sia con lo stile Impero sia con il Biedermeier.

Torno
Finestrella con portina girevole con chiusura integrale, per il passaggio soprattutto del cibo evitando qualsiasi contatto col mondo esterno al monaco.

Torre
Edificio eminente specie quadrangolare, assai più alto che largo a diversi ordini di palchi, costruito per difesa di città, castelli, palazzi. (torre campanaria).

Toscano
Ordine architettonico

Trabeazione
L'insieme degli elementi architettonici orizzontali che poggiano su quelli verticali (colonne, pilastri, paraste, ecc.).

Transenna
Recinzione del presbiterio o di altre zone riservate nella basilica cristiana, spesso in marmo, traforata e intagliata.

Transetto
Braccio che interseca trasversalmente quello longitudinale della basilica cristiana, a metà, a due terzi o al termine, costituendo simbolicamente la forma di una croce, detta "greca" nel primo caso, "latina", immissa o commissa negli altri due.

Tratteggio
Insieme di linee fitte parallele che in un disegno o in un'incisione indicano le ombre.

Traversa
Asse orizzontale, liscia, sagomata o scolpita, che congiunge le gambe delle sedie, di poltrone, divani, sgabelli, panche, tavoli o altri mobili

Traverso
In falegnamera è l'elemento trasversale che serve a unire e a rinforzare i montanti dello schienale dei sedili.

Travertino
Pietra calcarea sedimentaria proveniente da cave nei pressi di Tivoli.

Trementina o essenza di trementina
Derivata da alcune conifere. Principale diluente per la preparazione della cera e la diluizione dei colori ad olio. Ottimo prodotto da usare per la pulitura di un mobile (in modo particolare se era trattato a cera) se non vi è la necessità di ricorrere a sistemi più energici come sverniciatori e simili. Nella maggior parte dei casi è altrettanto efficace un sostituto della trementina, come la benzina avio. La qualità della trementina si può controllare lasciando cadere una goccia su una carta assorbente pulita; se evapora senza lasciare segno, è di buona qualità. La trementina dev'essere conservata in luogo buio, perché tende ad addensarsi e a scolorire, se esposta alla luce del sole.

Trementina veneta
Resina naturale solubile in alcool, acetone, idrocarburi, ecc. Solvente per resine naturali.

Tribuna
Nelle basiliche romane indicava la parte dell'edificio riservata al tribunale; in quelle cristiane coincide sostanzialmente col presbitèrio.

Triclinium
Sala da pranzo che generalmente presentava lungo tre pareti letti disposti intorno alla tavola.

Tricloroetano o clorotene
Solvente per oli, grassi, cere, resine, ecc. È uno smacchiatore utilizzato per pulire cuoio e tessuti. Dev' essere sempre usato in un luogo ben areato.

Trielina o tricloroetilene
E' un liquido incolore non infiammabile ma tossico. Viene utilizzato come solvente e come agente pulente. Attenzione a non respirarne i vapori perché è un anestetico.

Trifora
Finestra divisa in tre parti verticali da due colonnine.

Triglifo
Testata della trave del tempio dorico con due scalanature che fanno risaltare tre fasce verticali

Tripode
Tavolo dal piano di solito ribaltabile (sovente anche girevole) sostenuto da un fusto centrale che si dirama in tre piedi. Viene quindi a indicare un genere di tavolini, generalmente da centro, utilizzati per il gioco degli scacchi e del tric-trac, molto di moda nella Francia del settecento.

Trittico
Quadro medievale costituito da tre tavole.

Trombe
Archetti sovrapposti collocati nella zona superiore dei quattro angoli di una costruzione quadrata, progressivamente più ampi dal basso verso l'alto fino a trasformare il quadrato in un ottagono e costituire così l'appoggio per l'imposto della cupola. Sono detti "trombe" perché determinano una forma svasata come quella di una tromba.

Trompe l'oeil
Termine francese che significa "Inganna l'occhio" Sono delle decorazioni intese come affreschi o dipinti su pannelli che servono per creare illusioni di spazi inesistenti, tipo finte finestre, porticati, piante.Vengono usati per decorare, ampliare, arredare spazi e ambienti, che per motivi architettonici sono particolarmente difficili da risolvere in modo classico. Ad esempio corridoi, disimpegni, muretti, finestre cieche. Esistono in commercio dei colori appositi da miscelare con la normale pittura da muro e sono delle ottime basi per gli acrilici, comunque è consigliabile usare come base la pittura al quarzo bianca e poi dipingere con gli acrilici sulla base asciutta. (Non stiamo facendo affreschi, che invece prevedono che si dipinga sulla base di calce ancora fresca)

Troncatrice
Strumento atto alla preparazione delle sezioni dei campioni di materia, malta, film pittorici, pigmenti, ecc, da analizzare al microscopio.

Truciolato o truciolare
Pannello in trucioli di legno compressi e tenuti uniti da un collante. Di peso specifico, caratteristiche meccaniche e costo notevolmente variabile secondo le domensioni del truciolo, il legno che lo costituisce, la pressione di prefabbricazione, il tipo e la qualità del collante, la presenza o meno di uno strato di legno tenero o duro sulle due facce.

Trumeau
Termine francese che in origine designava la porzione di parete compresa tra due vani o due finestre. Dal secolo XVIII indica una specchiera collocata nel medesimo spazio e frequentemente posta sopra una console. Il termine composto bureau-trumeau indica invece, insieme all'italiano trumò, un mobile assai diffuso nei secoli XVII e XVIII. Esso era composto da un cassone e da un'alzata chiusa con due ante, riuniti da un piano ribaltabile. Di particolare eleganza erano i trumò veneziani laccati a cineserie e impiallicciati in noce.

Truschino
Strumento adoperato in ebanisteria per ricavare le sagome. E' formato da una base, un'asta e una punta (o graffietto) fissata all'asta con un perno a incastro scorrevole.

Tutto tondo
Scultura realizzata da ogni lato e quindi libera nello spazio.
 
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